Tensione tra Venezuela e Colombia dopo la cattura di Rodrigo Granda, rappresentante delle FARC. Granda sarebbe stato catturato in territorio venezuelano da agenti della sicurezza e trasferito in Colombia in cambio di una ‘ricompensa’ del governo di Alvaro Uribe.

     

Sale la tensione tra Venezuela e Colombia, dopo la cattura di Rodrigo Granda, considerato il ‘ministro degli Esteri’ delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), avvenuta a Caracas il 13 dicembre scorso: il governo di Caracas ha ordinato l’arresto di otto militari della Guardia nazionale e richiamato per consultazioni il suo ambasciatore a Bogotá, Carlos Santiago Ramirez, dopo l’ammissione del ministro della Difesa colombiano, Jorge Uribe, di aver pagato una somma di denaro, non meglio precisata, per l’arresto di Granda.

“Quello che è accaduto in Venezuela è un vero e proprio sequestro, organizzato già da tempo dai nostri vicini con la partecipazione di funzionari colombiani” ha detto il vice-presidente José Vicente Rangel, aggiungendo: “Si è trattato di una violazione della nostra sovranità nazionale da parte di agenti della forze dell’ordine colombiani, a cui hanno partecipato anche esponenti della forza pubblica venezuelana”.

Inizialmente, la polizia colombiana aveva riferito che la cattura di Granda era avvenuta a Cúcuta, capitale del dipartimento colombiano di Norte de Santander: il presidente venezuelano Hugo Chávez aveva smentito la notizia, precisando invece che l’arresto aveva avuto luogo a Caracas e ingaggiando un acceso ‘botta-e-risposta’ con le autorità colombiane. Il ministro Uribe era stato costretto a rettificare, dichiarando che Granda in effetti era stato fermato in territorio venezuelano e di seguito trasferito a Cúcuta, in cambio del pagamento di una ‘ricompensa’ ad agenti della sicurezza venezuelani. [FB]

Venezuale 14/1/2005

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