Mentre il governo di Bogotà diffonde cifre `rassicuranti` sulla situazione della violenza nel paese, opinione pubblica ed opposizione esprimono cautela nell`interpretazione dei dati.

     

Nel 2004 si è registrato il 43,6% di atti terroristici in meno e una riduzione del 15% degli omicidi rispetto all`anno precedente, segnando il dato più basso negli ultimi 17 anni: lo ha reso noto il ministro della Difesa colombiano, Jorge Alberto Uribe, presentando il bilancio sulla sicurezza del Paese per l`anno appena concluso.

Netta, secondo i dati in possesso di Bogotà, anche la riduzione dei sequestri per estorsione, scesi a 764 rispetto ai 1.468 del 2003; il ministro ha inoltre aggiunto che le organizzazioni illegali armate hanno perso 16.510 affiliati: 2.518 per essere stati uccisi, 11.020 in seguito a cattura e 2.972 per aver deposto le armi.

Per quanto riguarda la lotta al narcotraffico, è stato evidenziato il sequestro di 148,2 tonnellate di cocaina e 149 di marihuana, la fumigazione di 140.377 ettari di coltivazioni illegali in base al cosiddetto `Plan Patriota` e la distruzione di 1.908 laboratori per la produzione di cocaina e oppio.

Nonostante i numeri presentati da Uribe mostrino un certo successo della lotta alla criminalità nel Paese, secondo quanto riportato dal quotidiano `El Tiempo` (vicino alle posizioni governative) l`opinione pubblica esprime una certa cautela nell`interpretazione delle cifre dell`esecutivo.

Il senatore Germán Vargas Lleras, del `Movimiento Colombia Siempre`, formazione politica di orientamento liberale parte della maggioranza governativa, sottolinea come oltre a conoscere il numero delle catture effettuate, sarebbe importante calcolare quanti siano stati effettivamente i conseguenti processi. Il senatore ricorda inoltre che in molti casi ci sono state catture collettive alle quali sono seguiti rapidi rilasci per mancanze di prove.

Più dura la posizione del segretario generale del Partito comunista, Jaime Caycedo, secondo cui “le cifre non corrispondono alla realtà del conflitto colombiano, ma sono piuttosto un elemento di propaganda governativa”.

Il preside della facoltà di Politica e relazioni internazionali dell `Università Sergio Arboleda`, Fernando Giraldo, suggerisce invece di confrontare i dati governativi con quelli raccolti da altre organizzazioni onde evitare falsi ottimismi che potrebbero culminare con il malcontento della gente.[CO]

Colombia, 8/1/2005

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