La compagnia mineraria Newmont ha smaltito i suoi prodotti tossici in Indonesia, Perù e Uzbekistan: lo si legge in un rapporto interno della stessa multinazionale statunitense ottenuto dal quotidiano americano ‘The New York Times’.

     

La compagnia, uno dei giganti internazionali dell’estrazione di metalli preziosi, ha sempre sostenuto di applicare all’estero gli stessi standard di sicurezza ambientale seguiti negli Usa, ma nel memorandum, cui la testata newyorchese dedica un articolo di prima pagina nell’edizione odierna, si afferma che l’azienda ha smaltito in quattro anni nella sola Indonesia 33 tonnellate di mercurio, di cui 17 nell’aria e 16 nella baia di Buyat, nel Sulawesi settentrionale.

Il documento, risalente al 2001, venne inviato dall’allora vice-presidente e capo dell’ufficio amministrativo Lawrence T. Kurlander – che lasciò la compagnia l’anno seguente – ai suoi colleghi del top management, incluso Wayne W. Murdy – attuale presidente della Newmont – esprimendo una forte preoccupazione : “Abbiamo appreso che non stiamo agendo secondo gli standard ambientali statunitensi”, affermava Kurlander riferendosi anche al caso di 600 chili di mercurio dispersi da un subappaltatore in Perù nel 2000 e di analoghi problemi in Uzbekistan.

La notizia, già rimbalzata sulle pagine del quotidiano ‘The Jakarta Post’ è destinata ad infervorare il contenzioso in atto tra il governo indonesiano, sollecitato dalla popolazione locale, e la Minahasa Raya-Newmont, ramo indonesiano della compagnia di Denver (Usa) che dal 1996 fino alla scorsa estate ha estratto argento nel nord Sulawesi. Gli abitanti della baia di Buyat hanno chiesto un risarcimento di 543 milioni di dollari per una serie di problemi di salute, inclusi casi di tumore, provocati a loro parere dalle emissioni tossiche della miniera.

Analisi compiute da agenzie governative e internazionali hanno dato pareri discordanti sulla presenza di sostanze tossiche; nel frattempo, però, restano in attesa di giudizio sei dirigenti locali della Newmont, tra cui un australiano e un americano, per le presunte attività inquinanti.

Nel memorandum firmato da Kurlander il caso indonesiano viene definito “significativo”, ritenendo che avrebbe potuto causare “un rischio imminente” alla salute degli abitanti e all’ambiente. Dirigenti della Newmont intervistati sul problema dal ‘New York Times’ hanno ammesso di essere stati messi a conoscenza delle emissioni inquinanti da quello che definiscono una documento provvisorio, ma non ritengono che la quantità di materiale sia sufficiente a creare problemi di salute.

[BF] – INDONESIA 22/12/2004

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