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Saluzzo. Conta più la dignità di seicento uomini o la fiera dell`agricoltura?

In provincia di Cuneo, da mesi, convivono i container della Coldiretti e la tendopoli. Seicento uomini africani accampati senza corrente elettrica, con due rubinetti fissati a un palo ottenuti dopo una protesta. Dormono su cartoni sotto tende di fortuna. Convivono con ratti, zecche e pidocchi. Cercano un posto appartato per orinare. Tutto questo, tra breve, conviverà con la «Fiera nazionale della meccanica agricola»

     

Scritto da Comitato Antirazzista Saluzzese

Venerdi 30 agosto alle ore 18 sarà inaugurata la «Fiera Nazionale della Meccanica Agricola» presso il Foro Boario, luogo diventato il simbolo della cosiddetta emergenza migranti. Proprio in quel luogo infatti, da mesi, convivono, separati da una recinzione, il campus della Coldiretti e la tendopoli abusiva. L’anno scorso l’inaugurazione della fiera, avversata dal freddo e dal maltempo, fu teatro di una vibrante protesta dei migranti per ottenere migliori condizioni di vita.

In occasione dell’inaugurazione verrà diffuso il seguente comunicato: «Ai margini della città, nei pressi del Foro Boario, vivono accampati da mesi 600 uomini africani: sono arrivati a Saluzzo per cercare un lavoro come braccianti agricoli, molti di loro lo hanno trovato anche solo per qualche giornata, altri vivono sospesi tra una ormai debole speranza e la rassegnazione.

Accampati da mesi senza corrente elettrica, servizi igienici, due rubinetti fissati ad un palo dopo la “rivolta dell’acqua” di inizio agosto. Umiliati da ordinanze di sgombero e controlli assillanti, costretti a dormire su dei cartoni sotto tende di fortuna, a nutrirsi poco e male, a convivere con ratti, zecche e pidocchi, a cercare un posto appartato o fare code interminabili per orinare e defecare. Umiliati da una condizione niente affatto voluta e dal colore della loro pelle.

Uomini con storie personali fatte di sofferenza, progetti e delusioni, uomini che hanno lasciato la loro terra di origine per migliorare le condizioni di vita di se stessi e delle proprie famiglie, uomini che chiedono casa e lavoro e non carità, portatori di una cultura ricca e affascinante che spesso si scontra con la chiusura mentale, il pregiudizio e l’indifferenza della maggioranza silenziosa.

Con il loro lavoro contribuiscono a sostenere un settore strategico dell’economia locale perché senza di loro, senza gli immigrati di qualsiasi nazionalità essi siano, la frutta non si raccoglie, perché nessun italiano accetta di lavorare per 4 o 5 euro all’ora, di sgobbare per 10 ore al giorno, di fermarsi quando piove o per aspettare che la frutta maturi, di lavorare qualche giorno o qualche mese sapendo che poi tanto il lavoro finisce e arrivederci all’anno prossimo.

I migranti sono quindi una risorsa per la ricca imprenditoria agricola che se ne deve far carico garantendo  l’ospitalità, condizioni di lavoro eque ed il rispetto dei diritti sindacali. E la presenza dei migranti a Saluzzo non è certo un problema di ordine pubblico la cui soluzione delegare alle forze dell’ordine,  è ormai diventata una realtà che tocca tutti, le istituzioni e la società civile. Il livello di civiltà di un luogo si misura anche dalla capacità di accogliere e di confrontarsi con il diverso da sé, di condividere i problemi (perché la casa e il lavoro sono problemi che riguardano tutti), di agire per migliorare le condizioni di vità di che è in difficoltà e superare le disuguaglianze sociali.

Il comune di Saluzzo persevera nei suoi errori maldestri e afferma di essere stato lasciato solo a gestire un’emergenza che emergenza non è più, la provincia e la regione leghisticamente si defilano, a nulla sono servite le interpellanze al governo dei parlamentari locali. Intanto la realtà di “Guantanamo” è sotto gli occhi di tutti, stride e fa rabbia  ancor di più in occasione della scintillante Fiera Nazionale della Meccanica Agricola che si svolge proprio al Foro Boario.

“Vetrina d’eccellenza dell’agricoltura professionale piemontese e non solo”, 35 mila metri quadrati di spazi espositivi, 5 mila posti auto gratuiti, 515 stands, 170 espositori, un ristorante e la passerella della vacca frisona! Qualcuno spera che i 600 al di là del recinto restino invisibili, non diano troppo fastidio e se ne vadano il più presto possibile, qualcun altro ancora non è stanco di chiedere dignità per i migranti».

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.