Reportage narrativo

La prima pietra, Crocetta e il Padre Nostro

«Dio non lascia opere incompiute», dice il parroco che inaugura il parco solare «Ciliegino», un milione di metri quadri di pannelli solari nell`assolata campagna siciliana. La fame di lavoro, la crisi del petrolchimico, gli interventi dall`alto. Miseria e modernità si intrecciano nella terra di Rosario Crocetta. Si presentò come gay, comunista e antimafioso. Oggi osserva gli operai che recitano in coro il «Padre Nostro»

     

Scritto da Antonello Mangano

GELA (CL)  – Le ostriche non le avevano mai mangiate. E probabilmente non faranno mai più. Ma gli operai del «parco solare Ciliegino» sono entusiasti della cerimonia. La «posa della prima pietra» per i nuovi pannelli solari che copriranno che copriranno un milione di metri quadri nell’assolata campagna siciliana. Trecento milioni di fondi europei. Il presidente Crocetta sul palco, accanto al parroco. Tutti a recitare in coro il «Padre Nostro». Undici anni di attesa finalmente terminati «perché Dio non lascia opere incompiute», secondo le parole del prelato. Che poi ringrazia l’intercessione di Santa Maria Alemanna, patrona della città.

La cerimonia si conclude prosaicamente con un maestoso catering a base di pesce fresco. Persino le ostriche, appunto. Tutto sommato un’esibizione di potere. Il lavoro arriva dall’alto e il potere ama sottolineare il concetto. Il comizio di Rosario Crocetta è più volte interrotto dagli applausi. Quando iniziò a fare politica veniva da una città devastata dalla guerra di mafia, con l’incubo Petrolchimico e una classe politica nel migliore dei casi corrotta. Si presentò come comunista, omosessuale e antimafioso. Scontrandosi subito con una realtà storicamente democristiana; un maschilismo da Maghreb; un territorio con due mafie in lotta. Alla fine ha vinto lui, con tenacia. Cedendo molto: nelle sue liste regionali ormai confluiscono pezzi di Pd democristiano e uomini che vengono dalla destra. Guadagnando altrettanto in termini di consenso. Intanto qualcuno – di propria iniziativa e senza collegamenti reali con chi prende le decisioni – sfrutta la fame di lavoro. Promette posti e finisce in galera.

«Finalmente un politico con i coglioni», dice un operaio. I suoi colleghi stanno qualche secondo in silenzio. Scoppia una risata. È un paradossale riconoscimento all`uomo che per anni è stato irriso come gay. Un gruppo di operai specializzati che va in pullman all’aeroporto di Catania. Lavorano all’estero in altri petrolchimici nel mondo. Sono impiegati in ditte dell’indotto. Sognano di rimanere a casa e sperano negli investimenti promessi di Crocetta. A regime, nel parco solare dovrebbero lavorare 400 persone. Nei discorsi con l’autista del bus sono già 10mila. In Kazakistan si arriva a meno 35 gradi, dice uno. Non ho mai mangiato così male in Inghilterra come in nessun altro posto, racconta un altro. A Gela ci sono 35 gradi e la buona cucina siciliana. Un intervento dall’alto. Questo ci vuole per goderseli tutto l’anno.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.