Una testa di pecora mozzata, calda, sanguinante. È la minaccia rivolta all`associazione «Il brigante» di Serra San Bruno, provincia di Vibo. Le stesse persone che hanno rivelato lo scandalo di una diga che porta acqua carica di ogni nocività nei rubinetti di un terzo della Calabria. `Ndranghetisti e speculatori sono una violenta dittatura. E come tale finirà dopo una sollevazione. È solo questione di tempo.

     

Scritto da Sos Rosarno

Ma davvero pensate voi che continueremo a lungo a non-vivere così? Ma davvero credete, voi, che la paura della morte, il vostro mestiere, possa impedirci ancora a lungo la difesa di quel che resta, qui, della vita? Una testa di pecora mozzata, calda, sanguinante. Una minaccia. Anonima. Vigliacca. E non è la prima, che già altre ne erano state indirizzate a chi anima l’associazione “Il brigante” di Serra San Bruno. Quelli dell’Alaco, dirà qualcuno. Quelli che hanno mosso un paese intero e svegliato una provincia di fronte allo scandalo di una diga che porta acqua carica di ogni nocività nei rubinetti di un terzo della Calabria. O ancora quelli che suonano, che portano i giganti, che organizzano reading di poesia, teatro, che fanno cultura, socialità, vita libera nella terra dove la democrazia è negata tutti i giorni. Quelli che dimostrano che se vogliamo, mettendoci insieme, possiamo vivere bene ed essere felici pure nei paesi sperduti delle montagne calabresi.

Li hanno minacciati di morte. Ed è inutile chiedersi perché. Un’altra domanda invece vogliamo fare, a chi ha partorito questa pensata: cosa credete di ottenere? Ma davvero pensate di essere eterni? Eppure “le scuole ce le avete pure voi”. Lo potete sapere pure voi come finiscono tutte le tirannie… Ma davvero pensate che la Calabria sia l’eccezione della storia e della geografia universale dove una dittatura, questa dittatura interna che serve la sottomissione coloniale a chi ci ha sempre dominato, può durare in eterno senza che la gente le si sollevi contro per riprendersi la vita, la terra, la storia?

Noi siamo pronti. Anche domani siamo pronti ad andare a Serra San Bruno e trasferirci lì, se necessario, per far vedere che i Briganti non sono soli. E a portarci anche tutto quel mondo che in Italia e non solo ha conosciuto i Briganti e le altre realtà della Calabria nuova. Siamo pronti a trasformare Serra San Bruno nel centro d’attenzione di tutti quelli e quelle che conosciamo: i gruppi d’acquisto solidali, le associazioni, i comitati che in tutt’Italia abbiamo incontrato e che ci riconoscono, a noi quindi anche ai Briganti, compagni e fratelli. Continueremo con loro e con tutti gli altri, le lotte condotte fino ad oggi che anzi cresceranno, cresceranno, cresceranno… Ad ogni intimidazione, una nuova iniziativa nascerà: cominciando dal prossimo 25 aprile, a Serra San Bruno come a Reggio Calabria, dove poco meno d’un anno fa la stessa vigliaccheria ha colpito il centro sociale Angelina Cartella, che quel giorno verrà di nuovo liberato. Con i Briganti, sempre, senza paura, riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l’abbondanza.

La ricostruzione della vicenda

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.