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Francesco Rosi: `Non so che fine hanno fatto i miei film`

I registi Carlo Lizzani e Francesco Rosi denunciano che gli originali dei loro film sono spariti. O, meglio, non sanno dove sono finiti e a chi li hanno venduti i produttori. E` molto grave, ma è ancora più grave che chi parla di cinema (e spesso decide sulle sue sorti) non ha mai sentito parlare di cultura liquida. Di duplicazione del digitale. Di download legali e illegali. Ovvero una straordinaria opportunità di formazione culturale.

     

Scritto da Antonello Mangano

ROMA – “Non so dove sono i miei film. Forse sono spariti”. Nel corso di un incontro pubblico Francesco Rosi, autore di pellicole essenziali come “Il caso Mattei” e “Le mani sulla città”, rivela questo particolare inquietante. Carlo Lizzani, al suo fianco, aggiunge: “Mi hanno detto che i miei sono in uno scantinato di Hong Kong”.

La colpa sarebbe dei produttori, leggeri nel trattare con gli acquirenti e avidi nella gestione delle vendite. La cosa grave, invece, è che i due registi, ormai anziani, continuano a pensare al film come un oggetto fisico. La pizza, la pellicola. O al limite, aggiungono, il riversaggio in VHS. La videocassetta, almeno ci fosse la videocassetta.

Ormai da anni il film è un oggetto immateriale, liquido. Come è la musica da qualche anno e i libri tra breve. La cultura diventa liquida e prende la forma del contenitore cha la ospita. È esposta al rischio della pirateria, ma non a quello spaventoso che terrorizza Rosi, la scomparsa fisica per colpa di produttori ingordi o per trascuratezza. Può essere duplicata all`infinito.

Il problema – in questo momento – è che i “lavoratori della conoscenza” sono in gran parte giovani, ma quelli che prendono le decisioni sono anziani con un quadro di riferimento vecchio e superato. E con una idea di Internet assolutamente riduttiva.

Della rete evidenziano i problemi, i pericoli e i limiti. Continuano a chiedere una televisione diversa (“Senza le interruzioni pubblicitarie”) senza capire che anche quello è un mezzo in decadimento. Oggi ognuno può guardare film in un mare magnum di offerte. Legali (ancora poche) e illegali. Sarebbe bello che i vecchi maestri ci guidassero spiegando cosa è importante vedere. E cosa scaricare, anche con un torrent.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore della casa editrice “terrelibere.org”. E’ autore dei libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010) e "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Collabora con MicroMega, Repubblica.it, L'Espresso.