La “pratica sistematica” della tortura da parte delle forze dell’ordine è stata denunciata in un rapporto pubblicato nella capitale Brazzaville dalla Federazione congolese dei diritti dell’Uomo (conosciuta con l’acronimo Fecodho).

     

“Le testimonianze raccolte giorno dopo giorno permettono di sostenere senza ombra di dubbio che la pratica della tortura è quasi sistematica sull’insieme del territorio nazionale” si legge nel documento, frutto di una ricerca durata sei mesi dall’inizio del 2004.

La Fecodho, che raggruppa 12 organizzazioni per la difesa dei diritti umani, stigmatizza le forme di tortura praticate “a cielo aperto” da gendarmi e poliziotti per estorcere confessioni. Il dossier conterrebbe almeno un centinaio di testimonianze di persone vittime di trattamenti crudeli in commissariati di polizia o nelle sedi della gendarmeria.

Il rapporto, completato anche da un apparato fotografico sulle persone che hanno subito questo trattamento degradante, deplora anche la “mancanza di giustizia” che rende più gravi le forme di tortura e che “rifiuta il diritto al risarcimento e lascia impuniti i colpevoli”.

La Fecodho chiede al governo di fermare gli atti di tortura, di riparare i torti subiti dalle vittime e attivare un programma di formazione di agenti e gendarmi sulla prevenzioni dei trattamenti crudeli.

Congo-Brazzaville, 11/12/2004

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