Il cavalier Giovanni Cammarata (così lo nominò il popolo per celebrare le sue abilità) passò la vita ad aggiungere sculture alla sua casa – baracca di Maregrosso, quartiere degradato che nonostante il nome chiude lo guardo allo Stretto di Messina con orrendi capannoni, discariche, cantieri abbandonati. “Non rompete le opere di notte”, scrisse ai vandali. Ancora non sapeva che avrebbero distrutto la sua opera per farci il parcheggio di un supermercato.

     

Scritto da Antonello Mangano

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Per approfondire: la biografia di Giovanni Cammarata a cura dell`Osservatorio Outsider Art

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.