L`autostrada è un cantiere incompiuto. Eppure, per un`annosa lite legale sottovalutata, lo Stato ora dovrà anche pagare 307 milioni al Consorzio Impregilo-Condotte. Nel 2004 si erano aggiudicati il macrolotto tra Gioia Tauro e Sculla. Fra le voci di spesa imprevista anche i protocolli antimafia. La bozza di transazione, in teoria, può ancora essere respinta.

     

Scritto da Gianfrancesco Turano

Mario Monti non lo sa ma ha incominciato da meno 307 milioni di euro. Mentre il suo governo giurava al Quirinale, l`amministratore unico dell`Anas Pietro Ciucci firmava la bozza di transazione con il general contractor Impregilo-Condotte per i lavori del macrolotto 5 della Salerno-Reggio Calabria. Il risarcimento riconosciuto alle due imprese di costruzione è, appunto, di 307 milioni. Da pagare a rate, non troppo comode: 50 milioni entro il 30 novembre, altri 30 entro fine anno e il resto nel 2012. Nel libro nero del contenzioso fra Stato e imprese è il nuovo record. Forse neppure la mancata costruzione del Ponte costerebbe tanto.

L`accordo arriva dopo anni di contestazioni da parte del consorzio che nel 2004 si è aggiudicato il macrolotto di 30 chilometri fra Gioia Tauro e Scilla. Impregilo e Condotte hanno avanzato richieste economiche vicine a 1 miliardo di euro elencando una lunga serie di inadempienze del committente pubblico. Fra le voci di spesa imprevista ci sono anche i protocolli antimafia e gli attentati subiti in una zona dominata dalla `ndrangheta. Per decidere, il 16 dicembre 2009 si è costituito un collegio arbitrale d`eccellenza sotto la guida dell`allora presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Pasquale De Lise, potente grand commis, finito più volte nelle intercettazioni della Cricca Anemone-Balducci. Gli arbitri di parte sono Oscar Fiumara, avvocato generale dello Stato, per l`Anas e Vittorio Caporale, soprannumerario dell`Opus Dei e socio della Lux Vide di Ettore Bernabei, per Impregilo-Condotte.

La bozza di transazione, in teoria, può ancora essere respinta se l`Avvocatura dello Stato suggerirà di impugnarla in Corte d`appello. Difficile che accada. Il lodo porta la firma del numero uno dell`avvocatura generale Fiumara. Ciucci, del resto, consiglia di pagare: “Attraverso la conclusione dell`atto di transazione in argomento”, scrive, “verrebbe soddisfatto l`interesse pubblico alla continuazione della realizzazione delle opere commissionate al Contraente generale”. Il consorzio, infatti, ha parlato chiaro. “In difetto di detta transazione, opporrà la risoluzione del contratto per grave inadempimento e interromperà l`esecuzione delle prestazioni contrattuali considerando l`avanzamento dei lavori non più sostenibile per l`asserita carenza assoluta di risorse finanziarie”.

Il contenzioso poteva essere chiuso molto prima e con meno danni per l`erario. Nel marzo del 2006 c`era un accordo da 35 milioni di euro su una richiesta di 155, ma il presidente dell`Anas Vincenzo Pozzi respinse la proposta dell`ufficio legale. Nel luglio 2008, poi, uscito Pozzi perché finito sotto inchiesta per abuso d`ufficio, c`è stata un`offerta del general contractor per 55 milioni oltre a 14 mesi in più sui tempi di esecuzione dei lavori, ma l`Anas, presieduta da Ciucci, ha replicato con 15 milioni. I costruttori hanno bocciato la controfferta e si è passati al lodo, concluso in modo rovinoso per il contribuente. E poteva andare peggio. I tre arbitri avevano quantificato una somma più alta rispetto alla bozza di transazione, ma Impregilo-Condotte hanno accordato uno sconto di 35 milioni. Intanto, restano ancora da definire i costi aggiuntivi per il macrolotto 6, che avrebbe dovuto collegare l`autostrada con il Ponte. Anche lì isono in ballo centinaia di milioni di costi aggiuntivi.

A margine di questa Caporetto della pubblica amministrazione c`è la certificazione di un`altra sconfitta. Ciucci – che guida anche la Stretto di Messina con un super stipendio complessivo di 750 mila euro l`anno – ha annunciato urbi et orbi il completamento dell`A3 entro il 2013. Nel documento del 16 novembre, per la prima volta, parla di 2014. I suoi tecnici, più realisti, dicono 2017-2018.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.