L`assessore della giunta Pisapia con delega all`Expo ci spiega le misure proposte contro la presenza delle imprese della `ndrangheta. In particolare, saranno tutelati i lavoratori che denunciano. E su Rosarno, dice: “Mi piacerebbe un`iniziativa che riguardasse i due argomenti. A Milano come in Calabria, i problemi sono gli stessi”. Sul silenzio della Lega: ognuno ha la sua sensibilità. Presto la Commissione Antimafia.

     

Scritto da Antonello Mangano

1)     Il “laboratoriorosarno” da lei guidato ha proposto numerosi progetti “visionari e concreti” realizzati da studenti di tutto il mondo. Due cose, però, sembrano rimanere fuori: la legge Bossi Fini e la ‘ndrangheta

Stefano Boeri: Sono d’accordo al 100%, è difficile tradurre questi due elementi in argomenti a cui l’architettura può dare soluzioni. La legge Bossi-Fini è stato comunque un tema molto forte, vissuto dagli stessi studenti che hanno un permesso di soggiorno legato agli studi. Questi imbuti ci sono sempre e il loro peso si fa sentire.

2)     Avete provato a immaginare un ponte ideale da Milano a Rosarno. Purtroppo quello che esiste già lo ha realizzato la ‘ndrangheta.

Mi piacerebbe che si realizzasse una iniziativa Expo-Rosarno, alla fine i problemi sono gli stessi.

3)     Sull’Expo di Milano è stato profetizzato ampiamente un inserimento della ‘ndrangheta.

Il pericolo maggiore riguarda le imprese dell’agroalimentare, occorre evitare che ci sia la possibilità di questo inserimento. Come amministrazione, abbiamo fatto un incontro con la Cgil, con il procuratore Pigna, con le associazioni di categoria (in particolare quella dei costruttori).

Queste sono le proposte concrete che sono emerse: una norma che impedisca al vincitore di assumere nel subappalto un’altra impresa che abbia partecipato già, così si evitano accordi tra imprese che falsificano le gare; un conto corrente unico per appalto e subappalto; white list e black list, collegate ai rapporti della magistratura. Infine un forte controllo su lavoro nero, controllo della sicurezza e legalità sul lavoro.

La ‘ndrangheta – in particolare – controlla la gestione della manodopera. Ci sarà un tavolo sulla partecipazione e la prevenzione, per segnalare ogni forma di minaccia. Il sindacato ha chiesto espressamente forme di tutela per i  lavoratori che sporgono denuncia. E’ fondamentale che non siano lasciati per strada: ci deve essere l’obbligo riassunzione in altra azienda oppure un fondo comune.

4)     Perché la ‘ndrangheta non è un tema delle campagne elettorali e del dibattito politico a Milano?

Personalmente ne ho parlato molto durante la campagna elettorale, per me questo è fondamentale. Noi ci siamo, il sindaco c’è. Gli altri partiti avranno un’altra sensibilità. Nomineremo una commissione antimafia, è un passo essenziale.

 

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.