Dal confine italiano, 45 mila frontalieri vanno a lavorare nel Canton Ticino. Molti di loro tornano a casa la sera. Di giorno cercano stipendi più alti, ma trovano il razzismo esplicito delle formazioni di estrema destra. Tra queste, la Lega ticinese, gemella di quella di Bossi. Gli italiani sono rappresentati come topi. Molti di loro votano Lega. E ripetono contro gli stranieri gli stessi insulti che incassano oltreconfine.

     

Scritto da Antonello Mangano

Questo articolo è tratto dal libro elettronico “Sì alla lupara, no al cous cous

Varese è a un passo dalla Svizzera. Dalle zone di confine, almeno 45 mila persone vanno a lavorare dall’altra parte e ritornano a casa la sera. Sono i frontalieri. Le paghe svizzere sono più alte e la distanza è minima. Anche nel Canton Ticino è presente una “lega” ed è cresciuta l’estrema destra. Gli argomenti sono i soliti: gli stranieri tolgono lavoro e portano criminalità. Ma adesso l’obiettivo principale sono gli italiani, in massima parte provenienti dalle province di Varese, Como e Sondrio. Tra loro tanti leghisti, che così possono provare sulla propria pelle, nei giorni feriali, la discriminazione che riservano ai migranti africani, asiatici, dell’Est Europa nei festivi. Al mattino vittime del razzismo svizzero, la sera carnefici nelle sedi della Lega Nord. Una situazione kafkiana.

La Lega ticinese è sulle posizioni più estreme, così come l’Unione Democratica di Centro, che a dispetto del nome è una formazione di ultradestra, schierata contro l’afflusso di stranieri. I protagonisti della loro ultima campagna propagandistica sono alcuni grossi topi che mangiano a sazietà del formaggio svizzero. I roditori sono raffigurati con i colori blu dell’Unione europea e col tricolore italiano.

Giuliano Bignasca è il Bossi ticinese. Ci offre lo spettacolo inaspettato di frasi razziste rivolte ai padani: “Il Canton Ticino è il secondo datore di lavoro di tutta la Lombardia”. E ancora: “I frontalieri verranno cacciati a calci in culo”. Alle ultime consultazioni la Lega ticinese ha conquistato il 30% dei consensi. Nel cantone “italiano” c’è il tasso di disoccupazione più alto della Svizzera ed è facile prendersela con quelli che – secondo gli indigeni – vengono a rubare il lavoro. Ma il vero obiettivo è la rinegoziazione degli accordi fiscali tra i due paesi. Una parte delle tasse pagate sui lavoratori italiani, per esempio, tornano oltreconfine. Intanto un comasco confessa al “Fatto quotidiano”: “Veniamo a Lugano per lavorare, non per rubare. Per chi voto in Italia? PDL e Lega”

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.