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Contro lo spreco e per un territorio sicuro. I “No Ponte” in piazza a Messina

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“Il Ponte non lo faranno mai”, si sente dire spesso. Il Ponte lo stanno già facendo, secondo i dati elencati dagli attivisti. Con la progettazione, il primo cantiere di Villa San Giovanni – Cannitello, i sondaggi geognostici, in generale con lo spreco di risorse sottratte alla messa in sicurezza del territorio. Migliaia di persone in piazza per chiedere una inversione di rotta.

     

Scritto da Redazione terrelibere.org

Pubblicato su “il manifesto

MESSINA – Migliaia di persone in piazza ieri per chiedere che i soldi del Ponte siano destinati alla messa in sicurezza del territorio. Un corteo denso, dedicato a Vittorio Arrigoni, concluso dal concerto dei Kalafro, band emergente di Reggio Calabria che mescola rap, reggae e musica popolare. Tanti i giovani, in particolare gli studenti. Nei giorni precedenti, avevano invitato a partecipare alla manifestazione Luigi Ciotti, fondatore di Libera, e Ninni Bruschetta, attore messinese noto per i “Cento Passi” e “Boris”.

Ma lontano dallo Stretto la questione appare generalmente sottovalutata. “Il Ponte non lo faranno mai”, si sente dire spesso. Il Ponte lo stanno già facendo, secondo i dati elencati dagli attivisti. Con la progettazione, giunta allo stadio del progetto definitivo, in attesa dell’approvazione. Già nel dicembre 2009 sono state avviate le prime opere collaterali di Villa San Giovanni – Cannitello. “Il Ponte è questo. Una gigantesca opera di trasferimento di risorse pubbliche a pochi soggetti privati”, ci spiegano. Non è un bluff o una farsa, ma una realtà. Le continue alluvioni di Messina e Reggio Calabria hanno dimostrato che la vera emergenza è la messa in sicurezza del territorio. Oggi passa il Giro d’Italia, evento raro da queste parti. I cittadini di Giampilieri hanno ipotizzato di bloccarlo, sono esasperati. Sui fondi a loro destinati non ci sono certezze, anche se la tragedia che li ha colpiti risale a un anno e mezzo fa.

Il cantiere di Villa, invece, è stato già finanziato per 30 milioni. E’ in ritardo, ufficialmente di alcuni mesi, ma Eurolink ha messo in mobilità tre lavoratori lì impegnati. Le risorse già spese e quelle complessivamente previste (oltre 6 miliardi di euro) saranno, prevedibilmente, per intero pubbliche. “Un investimento che avrebbe, per ammissione degli stessi soggetti promotori, un ritorno in termini occupazionali pari a circa 4500 unità lavorative. Un rapporto investimento/occupazione totalmente squilibrato se si pensa che con 250 milioni di euro investiti nella riqualificazione urbana si darebbe lavoro a oltre 3000 operai, senza parlare di tutte le emergenze della provincia”, dichiara la Rete No Ponte.

E invece l’iter della costruzione del Ponte ha già dilapidato svariate centinaia di milioni di euro: 110 di questi solo nell`ultimo anno per il progetto e per i sondaggi geognostici che hanno riempito le città di Messina e Villa San Giovanni di trivelle. Da questa enorme quantità di denaro già spesa gli abitanti dei luoghi interessati dalla grande infrastruttura non hanno ricavato alcun vantaggio. La Rete ha chiesto un pubblico confronto con Ciucci e Matteoli. Un’opera di tale impatto deve essere spiegata al territorio.

Il comunicato della Rete No Ponte

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