Un innovativo eBook di Luigi Sturniolo spiega la politica dei disastri e della grandi opere, nata per trasferire denaro dal pubblico a pochi soggetti privati. Il movimento, a partire dalle ragioni contro il `mostro sullo Stretto`, propone infrastrutture di prossimità, messa in sicurezza e recupero del territorio. Il libro elettronico si chiude con la storia delle manifestazioni e una raccolta di tavole appositamente realizzate dai migliori vignettisti italiani.

     

Scritto da Redazione terrelibere.org

Testi brevi, molte immagini e link di approfondimento a contenuti multimediali: articoli, fotogallerie e video. Una nuova tipologia di libro elettronico, diviso in quattro parti: le ragioni del no al Ponte, la storia del movimento, le proposte alternative. Nella quarta e ultima parte (“Matite contro il Ponte”), i migliori vignettisti italiani hanno regalato alcune tavole disegnate appositamente: da Vauro a Mauro Biani, da Pietro Vanessi a Danilo Maramotti, da Sergio Ponchione a Lelio Bonaccorsi.

L’iter del Ponte ha già dilapidato centinaia di milioni euro (110 di questi solo nell’ultimo anno per la redazione del progetto definitivo e per i sondaggi geognostici). Il territorio non ha avuto alcun vantaggio da tale investimento. Nei cantieri delle trivelle, nell’estate 2010, sono stati impiegati 5 messinesi su 125 addetti.

Quei soldi potevano essere utilizzati per mettere in sicurezza un territorio fragile, flagellato dalla speculazione edilizia e dall’incuria politica. Invece il progetto del Ponte prevede circa 8 milioni di metri cubi di inerti da “conferire ai siti di recupero ambientale`.  Le mega-discariche, evidentemente, contribuiranno al dissesto idrogeologico. E’ ancora vivo il ricordo dei 37 morti della tragedia di Giampilieri, così come la paura per le successive alluvioni che hanno colpito Messina e Reggio. Solo per una serie di fortunate coincidenze non si sono avuti altri morti.

Anteprima del libro elettronico

Nella seconda parte di questo innovativo libro elettronico ricostruiamo la storia del movimento, a partire dalla lotta contro l’attraversamento della città da parte dei Tir, conclusa con la liberazione dell’area urbana da una storica e opprimente ‘servitù’ di passaggio. Quindi i campeggi contro il “mostro sullo Stretto” e le manifestazioni sempre più partecipate, culminate con i 20 mila del 22 gennaio 2006.

Ormai da tempo, questo non è più il movimento del “no”. La terza parte è infatti dedicata alle proposte. Invece del Ponte, vogliamo una politica basata sulla cura dei luoghi, la  messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, un piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica, il potenziamento dei trasporti pubblici nello Stretto da anni a rischio dismissione e la bonifica dei mari e delle terre avvelenate.

 

Luigi Sturniolo, “Le ragioni del No Ponte“, terrelibere.org, maggio 2011, eBook in PDF, 60 pagine

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