A Rosarno le condizioni dei lavoratori africani sono sempre le stesse. Pochi euro al giorno per sgobbare al freddo e all’umido, senza garanzia alcuna di essere retribuiti, e tornare la sera in ricoveri di fortuna, malsani, privi di acqua ed elettricità, con il rischio di essere sgomberati dalla polizia e se irregolari addirittura arrestati. Per combattere sfruttatori e criminali oggi è nata un circuito alternativo.

     

Scritto da Equosud

A un anno e poco più dalla rivolta di Rosarno, nulla è sostanzialmente cambiato. Certo, gli africani presenti nella piana di Gioia Tauro sono di meno. Certo, la militarizzazione ha fatto sì che ci fosse qualche contratto di lavoro in più. Certo, a breve saranno disponibili i container per 120 regolari, selezionati tra la massa di almeno 800 lavoratori del continente nero.

Ma la sostanza resta uguale: 20, al massimo 25 euro al giorno per sgobbare al freddo e all’umido, senza garanzia alcuna di essere retribuiti, e tornare la sera in ricoveri di fortuna, malsani, privi di acqua ed elettricità, con il rischio di essere sgomberati dalla polizia e se irregolari addirittura arrestati.

Una sostanza di sfruttamento e abbandono ch’è l’altra faccia dei sette centesimi al Kg pagati dall’industria del succo d’arancia, quella che assorbe l’80% dell’agrumicultura pianigiana, o dei 20 centesimi offerti dalla Grande Distribuizone Organizzata per le arance da tavola.

E allora meglio non raccogliere, dice qualcuno. O ancora comprare direttamente il succo o gli agrumi che arrivano al porto dal Brasile, da Israele, o dal Marocco e poi rivenderli alle grandi catene. E infatti il lavoro diminuisce e le condizioni di sfruttamento peggiorano man mano che l’economia di questo territorio degrada. Meglio venderli, i terreni, magari a qualche multinazionale che ci fa un inceneritore o una centrale…

Altro che agricoltura di qualità, altro che made in Italy! Tanto, per i succhi vanno bene pure le arance alla diossina e i grandi gruppi d’entrambi i settori possono continuare a lucrare con la complicità d’affaristi locali e la protezione degli ‘ndranghetisti.

Noi non ci vogliamo stare. Per questo insieme ad alcune realtà locali della solidarietà con gli immigrati abbiamo deciso che bisogna rompere questo circolo vizioso, che dal malessere crescente fa nascere il razzismo e mette poveri contro poveri a nascondere le reali responsabilità, politiche ed economiche, di questa situazione.

Abbiamo deciso di mettere i poveri con i poveri e lottare:

  • Per il recupero dell’agricoltura, quella sana, quella che si regge sui piccoli produttori, fondata sul rispetto verso la terra e verso l’uomo.
  • Per la difesa del nostro territorio, ch’è premessa indispensabile a qualunque sviluppo sostenibile.
  • Per la solidarietà e l’accoglienza verso chi viene a lavorare nella nostra terra e costituisce non solo una risorsa per la sopravvivenza dell’economia rurale ma anche una grande possibilità d’arricchimento umano e civile per un territorio sempre più spopolato e impoverito.

 Per tutto questo abbiamo messo insieme alcuni piccoli produttori della piana di Gioia Tauro, già da tempo avviati a metodi di produzione biologici e fermi nel rifiuto di qualunque sfruttamento dei lavoratori, siano italiani o immigrati. E li abbiamo messi a confronto con chi da anni, a Rosarno e dintorni, lotta a fianco dei lavoratori africani, in un contesto sociale a dir poco difficile. Abbiamo unito chi fino ad oggi ha resistito da solo, per portare avanti un’altra possibilità di futuro nella piana di Gioia Tauro.

Un futuro di sostenibilità: economica, sociale, ambientale. Per questo vi proponiamo le arance etiche della campagna “SOS ROSARNO”. Perché  un futuro diverso può nascere solo dalla solidarietà.

Le nostre arance

Le arance dei produttori di riferimento di EquoSud vengono tutte, rigorosamente, da agricoltura biologica certificata. Tutti i produttori sono piccoli proprietari, singoli o associati in cooperative, assumono regolarmente la manodopera impiegata nella raccolta, per oltre il 50% immigrata, e sono interni al circuito della solidarietà con gli africani di Rosarno, che in mancanza di qualunque politica d’accoglienza possono sopperire ai bisogni più elementari solo grazie al sostegno delle realtà associative della società civile.

IMPORTANTE: CAUSA STAGIONALITA’ DEL TAROCCO, CHE IN MANCANZA DEL TRATTAMENTO ANTICASCO PUO’ DURARE MASSIMO FINO ALLA SECONDA META’ DI FEBBRAIO, GLI ORDINI DI FEBBRAIO DEVONO PERVENIRE NON OLTRE GIORNO 15.

Le qualità  disponibili sono:

da tavola

–          Tarocco e Moro, fino a febbraio

–          Washington e Nevel fino ad inizio aprile

–          Belladonna da fine marzo a giugno 

da succo:

–          Biondo di Calabria, da marzo in poi

Fino a febbraio è ancora possibile ordinare mandarini e clementine.

I prezzi, al netto dell’IVA – 4%, sono: 1,00 € al Kg arance da tavola, 1,20 € mandarini e clementine (compreso spedizione). Per le arance da succo, 0,80 € al Kg.

Ordine minimo per ogni spedizione: 100 cassette da 10 Kg (ovviamente cassette di cartone…)

Il costo può subire una variazione nell’ordine dei 0,5 centesimi per Kg in relazione alla distanza, per i costi di spedizione.

Composizione del prezzo delle arance:

  • lavorazione in magazzino 28 cent
  • raccolta in campo 12 cent 
  • ricavo per il produttore tra i 40 e i 45 cent
  • spedizione: tra i 20 e i 25 cent

Per gli ordini:

equosud@libero.it

3803865967

3291057495

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.