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A un anno dalla rivolta di Rosarno, migranti di nuovo in piazza

Dopo 12 mesi dai fatti di Rosarno, i migranti tornano in piazza Valarioti per manifestare. La situazione lavorativa è ancora durissima, quella abitativa di emergenza. Le assocazioni chiedono la regolarizzazione dei migranti impegnati nel lavoro agricolo del Meridione, politiche per la buona agricoltura, lotta alla `ndrangheta e per i diritti di tutti.

     

Scritto da Rete Radici Rosarno

Mobilitazione venerdì 7 gennaio 2011:

  • Ore 9 Concentramento in Piazza Valarioti, Rosarno
  • Ore 12 Presidio in Piazza Italia – Prefettura, Reggio Calabria

Torna il periodo della raccolta e con le arance tornano nelle campagne della Piana di Gioia Tauro anche centinaia di immigrati in attesa dei primi ingaggi. Provenienti per la stragrande maggioranza dall’Africa sub sahariana, in fuga da guerre e persecuzioni, hanno subito estorsioni e arresti illegali in Libia prima di sbarcare in Italia. Sono arrivati tra il 2007 e il 2009, prima che i controversi accordi col regime di Gheddafi chiudessero la via del deserto con la pratica illegale dei respingimenti di massa. Richiedono protezione internazionale, tutela e accoglienza sistematicamente elusi dal governo italiano e vivono in un limbo dal quale è difficile uscire, fatto di clandestinità e discriminazione. Non sono migranti economici, ma richiedenti asilo, soggetti vulnerabili che non potranno mai partecipare ai provvedimenti di emersione previsti per legge. Per questo lavorano nelle campagne, schiavi di un sistema che li rende invisibili e ricattabili.

Appello alla partecipazione alle organizzazioni, alla società civile, ai cittadini/e
di Rete Radici – Cgil Gioia Tauro – Comunità Migrante di Rosarno e Drosi

·         per una vertenza meridionale sul diritto di soggiorno dei lavoratori migranti rifugiati, irregolari ma inespellibili, sfruttati nelle campagne del Sud Italia
·         per un nuovo piano agricolo della piana, politiche di riconversione, marchio di qualita’, sussidi di buona agricoltura, emersione dal lavoro nero
·         per il protagonismo degli enti locali e la valorizzazione delle buone pratiche di ospitalita’ costruite dal basso: modello Drosi
·         per l’istituzione di un tavolo regionale sulle politiche dei migranti, su un nuovo modello di inclusione sociale e accoglienza, sul lavoro in agricoltura
·         per il rilancio di una nuova questione agraria: dare centralita’ alle campagne e valorizzare la funzione economica, sociale, ambientale dell’agricoltura
·         per un’alleanza tra i piccoli produttori, i lavoratori migranti senza diritti, i consumatori, privati del diritto ad una alimentazione sana, i cittadini onesti truffati dalla politica clientelare e dalla ‘ndrangheta
·         per il sostegno ai buoni agricoltori che rispettano il contratto e la qualita’ del prodotto
·         per un lavoro in agricoltura sicuro
·         per i diritti di tutti: no al pacchetto sicurezza e alle politicihe securitarie del governo Berlusconi
·         per il riconoscimento dei diritti e della dignita’ dei lavoratori stranieri sulla base della piattaforma del movimento antirazzista del 17 ottobre 09
·         per il riconoscimento del reato del caporalato, equiparato al reato di tratta degli esseri umani
.       per l’inclusione sociale, per l’accoglienza, per dare le giuste soluzioni alle questioni abitative  e sanitarie

La Rete Radici/Rosarno si è costituita nel novembre 2010 per monitorare le condizioni del lavoro agricolo nella piana di Gioia Tauro e aprire uno spazio di agibilità alle rivendicazioni dei migranti che con la rivolta di gennaio a Rosarno e le iniziative successive, hanno indicato come via d’uscita proprio i diritti, la dignità e la cittadinanza.
Radici/Rosarno riunisce ACTIon – diritti in movimento, Associazione daSud onlus, Libera Piana, Tenda di Abramo.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.