Notizie

Dal Ponte alla 106, le vere priorità. Riprendiamoci la parola

È trascorso un anno dal 19 dicembre del 2009, quando, sul palco della manifestazione No Ponte di Villa San Giovanni, moriva Franco Nisticò. Sarà ricordato con una duplice iniziativa, nel paese dove è nato e in quello in cui è morto tragicamente, ma non per fatalità. Il movimento chiede l`ammodernamento delle strade e il potenziamento delle ferrovie.

     

Scritto da Rete No Ponte

Per dire NO al PONTE e dire

  • SI all`ammodernamento e messa in sicurezza della SS106
  • SI al potenziamento delle linee ferrate
  • SI all`ammodernamento dell`autostrada
  • SI ad una mobilità diffusa ed ecosostenibile.
  • SI alla messa in sicurezza del territorio

18 dicembre – Villa San Giovanni (Rc)

Ore 10,00 piazza chiesa di Cannitello. Presidio e posizionamento targa commemorativa
Ore 16,00 sala Operaia di Villa San Giovanni. Assemblea pubblica “Dal Ponte alla SS.106, le vere priorità: riprendiamoci la parola” . A chiusura: vino, crispelle e festa a ballu con i suonatori della Valle del Sant’Agata

19 dicembre – Badolato (Cz)

ore 17,15 presidio-fiaccolata in ricordo di Franco Nisticò e di tutte le vittime della SS106. Per i messinesi appuntamento sabato 18 alle ore 8.30 alla Stazione marittima.

“DAL PONTE ALLA SS.106, LE VERE PRIORITÀ: RIPRENDIAMOCI LA PAROLA”
È trascorso un anno dal 19 dicembre del 2009, quando sul palco della manifestazione No Ponte di Villa San Giovanni, moriva Franco Nisticò. Il 18 dicembre nella stessa piazza, e il 19 a Badolato, vogliamo ricordare quel triste avvenimento e non per mera commemorazione: non piace a noi e ancor meno piacerebbe a Franco.
Sono tanti i motivi che ci portano a ricordare quella giornata. In primo luogo, il ricordo di una città militarizzata. Uno schieramento impressionante di uomini e mezzi che hanno tentato di intimidire chi era sceso in piazza per una giornata pacifica e festosa. Un modo fin troppo evidente di manifestare l’arrogante pretesa di difendere, non la città di Villa che niente ha e avrà mai da temere da un movimento che questa terra la vuole difendere, ma quella lobby del cemento che invece è pronta a devastare l’area dello Stretto.

In secondo luogo, per testimoniare che l’accorato appello urlato ai microfoni da Franco, il suo testamento politico, non è andato perduto. Che oggi in Calabria (come anche in Sicilia) esiste una rete di comitati, associazioni, movimenti che si sono uniti con l’obiettivo di difendere la nostra terra da chi la concepisce solo come un’enorme pattumiera e, al contempo, di immaginarne un futuro diverso.
Infine, per ricordare che Franco era il presidente del Comitato per la SS.106, la “statale della morte”. Un’importante arteria che, come il resto del sistema trasportistico calabrese e siciliano, ha subito disinvestimenti e tagli finalizzati a creare l’emergenza trasporti e giustificare l’operazione Ponte.
Noi rifiutiamo nettamente questa idea di “sviluppo” calato dall’alto e abbiamo la pretesa di voler indicare “dal basso” le vere emergenze infrastrutturali di questa terra. Facendo incontrare e confrontare le competenze tecniche e i saperi del mondo universitario con la conoscenza diretta del territorio e la consapevolezza acquisita in anni di lotte dai comitati territoriali. Vogliamo contrapporre alla folle idea di un megacantiere infinito, utile solo a ripianare i conti della Impregilo, decine e decine di cantieri sicuramente più piccoli, ma che avranno il valore aggiunto di creare posti di lavoro sicuri e diffusi nel territorio e, soprattutto, finalizzati alla realizzazione di opere utili ad alleviare le reali problematiche di chi ha la necessità di spostarsi in questa nostra terra.
Perciò il 18 a Villa, oltre al presidio ed al posizionamento di una targa commemorativa, si terrà un’assemblea pubblica per rilanciare la discussione sulle vere priorità, come la messa in sicurezza e l’ammodernamento della SS106. Ancora per gli stessi motivi il giorno dopo, a Badolato, scenderemo in piazza con una fiaccolata al fianco dei familiari e degli amici delle vittime della “statale della morte” che ricordiamo sono 100 l’anno, 100 croci che ogni anno si aggiungono ai 300 Km della Statale jonica.

Rete No Ponte – Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.