Intervenendo alla sala stampa di Montecitorio, la deputata di Fli ha denunciato l`impossibilità per la commissione parlamentare di stilare la relazione per mancanza di informazioni. Il magistrato napoletano Raffaele Cantone chiede che si rendano pubblici i nomi dei politici `controindicati`.

     

Scritto da Raffaella Cosentino

ROMA – “La commissione parlamentare antimafia, a distanza di mesi dalle elezioni regionali di aprile, non è nelle condizioni di relazionare sulle candidature sospette perche` non tutte le prefetture d’Italia hanno fornito le informazioni utili per fare questa relazione”. E’ la denuncia fatta dalla parlamentare di Fli Angela Napoli, componente della commissione parlamentare Antimafia, durante il suo intervento a Montecitorio nel corso della presentazione in sala stampa del volume “Strozzateci Tutti” scritto da 23 autori impegnati nella lotta alle mafie in risposta all’editto di Olbia del premier Berlusconi che un anno fa si scagliò contro chi, a suo dire, scrivendo di mafie rovinava l’immagine del Paese e meritava di essere ‘strozzato’.

“C’è una parte del mondo politico che presenta come eccellenti i risultati conseguiti nella lotta alle mafie, ma bisognerebbe essere chiari ciò che si intende per lotta al crimine organizzato – ha detto Napoli – questa non può consistere solo nell’elencazione della cattura dei latitanti e del sequestro dei beni, operati dalla magistratura. Quando facciamo il grande elenco del sequestro dei beni, dobbiamo accompagnarlo con quello di quanti sono stati confiscati e di quanti sono stati assegnati per fini sociali”.

Secondo la parlamentare di Futuro e Libertà “ormai non ci sono territori del paese da poter ritenere immuni dalla presenza della criminalità organizzata. Le regioni del Nord e del Centro Italia si sono ritenute per anni immuni e gli organismi preposti non si sono premuniti per mettere dei muri e ostacolare questo inserimento delle mafie, alle quali è stato consentito crescere”. Dopo l’intervento di Angela Napoli, il magistrato Raffaele Cantone ha chiesto di “cominciare a sapere i nomi dei politici controindicati, conosciuti dalla commissione parlamentare Antimafia anche con dati parziali, perchè questi nomi non restino in una cerchia ristretta”.

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