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Messina. Un mese di mobilitazioni contro la città-cantiere

Una città-cantiere nella quale l’autorità sarà in buona misura in mano alla Stretto di Messina Spa. L`area interessata sarà enorme, la presenza dei cittadini incompatibile coi lavori. La mappa dei raccordi, delle cave e delle discariche conferma quanto da tempo denuncia il movimento, che presenta un mese di iniziative e mobilitazioni. Proprio quando le prime piogge fanno riaffiorare il fantasma dell`alluvione

     

Scritto da Rete No Ponte

Le mappe, diffuse ieri dagli organi di stampa, relative ai raccordi, alle cave e alle discariche del Ponte sullo Stretto chiariscono che i cantieri e, quindi, i disagi ad essi connessi non interesseranno solo la zona di Torre Faro, ma riguarderanno la città intera. D’altronde le trivelle che, come funghi, spuntano un po’ dappertutto lo stanno a dimostrare. Ciò che viene prospettato agli abitanti di Messina per il futuro è una città-cantiere nella quale l’autorità sarà in buona misura in mano alla Stretto di Messina Spa, concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina, e ad Eurolink (General Contractor).

E’ a firma della Stretto di Messina Spa, infatti, l’autorizzazione ad Eurolink ad introdursi nei complessi residenziali “Due Torri” e “Torre Faro” per effettuare le trivellazioni utili ai fini della redazione del progetto del Ponte sullo Stretto. Senza che nulla i residenti abbiano potuto dire in proposito, senza che alcun’istituzione pubblica sia stata chiamata ad esprimere parere, senza alcun filtro partecipativo e democratico nei giorni 7 e 8 settembre gli operai e i tecnici incaricati dei sondaggi geognostici si recheranno presso i condomini in questione accompagnati non si sa da quale dispositivo di sicurezza, visto che la lettera inviata ai proprietari degli immobili è stata recapitata contestualmente alla Prefettura di Messina e alle Forze dell’ordine pubblico.

I condomini dei complessi residenziali hanno già manifestato l’intenzione di fare opposizione a tale volontà. Noi saremo lì in solidarietà con loro, contro il Ponte sullo Stretto e per la difesa della democrazia. Riteniamo, infatti, questi atti espropriativi mortificanti per la condivisione delle scelte ed espressione di una svolta autoritaria nella gestione del territorio.

Con lo stesso spirito contesteremo il Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli giorno 10, in occasione della firma del protocollo d’intesa che consegnerà (in realtà l’edificio già ospita gli uffici del General Contractor) l’incubatore d’imprese, sito nel plesso universitario di Papardo, ad Eurolink. Non assisteremo in silenzio alla cessione di un bene pubblico per il quale sono state investite risorse pubbliche ad un ente privato che in nulla ha i requisiti per poterne usufruire. L’incubatore d’imprese era, infatti, stato pensato per favorire la nascita di nuovi progetti ad opera di giovani laureati.

Saremo, poi, il 12 settembre, al fianco dei lavoratori precari della scuola che manifesteranno a Messina e ribadiremo in quell’occasione quanto ripetutamente urlato nel corteo del 28 agosto a Torre Faro e cioè che le risorse pubbliche vanno utilizzate per promuovere un bene comune come la scuola piuttosto che ingrassare i pescecani degli appalti pubblici. Sfileremo, quindi, con i lavoratori marittimi in difesa dell’occupazione e dei trasporti pubblici nello Stretto di Messina in una lotta che è comune, come testimoniato dalla delegazione di lavoratori della navigazione al corteo No Ponte.

Concluderemo questo mese di mobilitazioni con il corteo del 2 ottobre, in occasione dell’anniversario delle frane che hanno causato 37 morti nella zona sud di Messina, per ribadire che i soldi del ponte devono essere utilizzati per la messa in sicurezza dei territori. Facciamo appello alla popolazione dello Stretto, e in particolare al popolo No Ponte che ha affollato le strade di Torre Faro il 28 agosto, affinché partecipi numerosa a questo percorso di mobilitazione.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.