“Quell’africana che non parla neanche bene l’italiano” di Alberto Mossino ha vinto il premio “John Fante 2010” dedicato alle opere prime. Lo scorso 20 agosto, una giuria popolare formata da 50 lettori ha scelto il romanzo edito da terrelibere.org, alla presenza di Dan Fante, figlio del celebre scrittore di origine abruzzese.

     

Scritto da Redazione terrelibere.org

Nelle terre di origine di Fante – a Torricella Pelingna –  si è tenuto il festival “Il Dio di mio padre”, rassegna di prestigio nazionale che quest’anno ha premiato il lavoro di Mossino, operatore sociale ed esperto di tratta con la passione per la letteratura. E, in seconda battuta, il progetto culturale dell’editore “terrelibere.org”.
“Da leggere con prescrizione medica per menti ristrette”, aveva scritto “Critica Letteraria”. Il romanzo di Mossino, infatti, descrive con assoluta precisione e realismo “il pianeta misterioso dei nigeriani in Italia e della prostituzione nera”, ma senza filtri e moralismi. Non è facile affrontare questo argomento senza il solito armamentario di pietismo, diffidenza e commiserazioni, ma usando una narrazione politicamente scorretta e pulsante.
Proprio per questo la casa editrice terrelibere.org aveva ideato il percorso “Che la pietà vi rimanga in tasca”, un progetto culturale che non si occupa di generici “migranti”, ma uomini e donne in carne e ossa. Non oggetti verso cui provare odio o pietà, ma storie concrete, vicende reali, percorsi di vita. Le prostitute nigeriane di Torino come i raccoglitori africani di Rosarno.

Finalista al Premio Calvino 2009 a Torino per gli inediti, il romanzo ha collezionato numerose recensioni positive: “Un viaggio nel racket della prostituzione nera, tra vissuto e fantasia”(Tuttolibri – La Stampa), “Sporco, scorrettissimo e molto urbano” (Linus), “Una visuale senza filtri su una realtà viva e palpitante” (Mario Marchetti, coordinatore Premio Calvino). Si può acquistare rapidamente da IBS o da terrelibere.org, anche in formato e-book a prezzo ridotto.

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