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`Quell`africana che non parla neanche bene l`italiano` finalista al premio John Fante

`Quell`africana che non parla neanche bene l`italiano`, il romanzo di Alberto Mossino sul mondo della prostituzione nigeriana in Piemonte, è finalista al premio John Fante. Un nuovo riconoscimento per quello che sta diventando un progetto culturale innovativo: raccontare persone, non generici migranti. Senza pietismi e mediazioni.

     

Scritto da Redazione terrelibere.org

“Il dio di mio padre” è il titolo suggestivo del festival dedicato a John Fante, proprio nelle sue terre di origine, in Abruzzo. Una rassegna di rilievo nazionale che il 20 agosto,  dalle 17, a Torricella Peligna, sceglierà la migliore opera prima tra tre romanzi.
Uno di questi è “Quell’africana che non parla neanche bene l’italiano” di Alberto Mossino, operatore sociale ed esperto di tratta con la passione per la letteratura. Dalla sua esperienza, l’autore di Asti ha ricavato un viaggio sorprendente nel pianeta misterioso dei nigeriani in Italia e della prostituzione nera. Un romanzo politicamente scorretto, pulsante. La storia dell’incontro tra Franco, piemontese senza troppi pensieri, e Jennifer, giovane nigeriana. Un percorso senza mediazioni nel mondo delle prostitute e delle mamàn, nelle regole delle afro-gang, negli strambi predicatori delle Pentecostal Church, nel traffico di droga, nei matrimoni combinati, nei riti voodoo.
Finalista Premio Calvino 2009 a Torino per gli inediti, il romanzo ha collezionato numerose recensioni positive: “Un viaggio nel racket della prostituzione nera, tra vissuto e fantasia” (Tuttolibri – La Stampa), “Sporco, scorrettissimo e molto urbano” (Linus), “Da leggere con prescrizione medica per menti ristrette” (Critica letteraria), “Una visuale senza filtri su una realtà viva e palpitante” (Mario Marchetti, coordinatore Premio Calvino).
Il libro si inserisce nel percorso “Che la pietà vi resti in tasca” della casa editrice “terrelibere.org”, nota per aver pubblicato il saggio “Gli africani salveranno Rosarno”. Un progetto culturale che non vuole parlare di generici “migranti” ma di uomini e donne in carne e ossa. Non oggetti verso cui provare odio o pietà, ma storie concrete, vicende reali, percorsi di vita. Le prostitute nigeriane di Torino come i raccoglitori africani di Rosarno.

Scheda del libro: http://www.terrelibere.org/libreria/quell-africana-che-non-parla-neanche-bene-l-italiano
Programma del festival John Fante: http://www.johnfante.org/edizione2010

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