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Arriva il mostro sullo Stretto

Nella zona nord di Messina sono iniziate le trivellazioni che inaugurano ufficialmente l`avvio dei lavori del Ponte. Si tratta solo di un`anticipazione dello sconvolgimento che colpirà una vasta area fortemente urbanizzata, fragile dal punto di vista idrogeologico, importante dal punto di vista ambientale e paesaggistico. E lo spreco di denaro pubblico sarà enorme, continuo, inarrestabile. Proprio nel periodo dei tagli ai servizi essenziali.

     

Scritto da Rete No Ponte

Sono iniziate in via Circuito, nella zona nord di Messina, le trivellazioni per completare gli studi necessari per il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Per oltre due mesi, in piena estate, via Circuito sarà impraticabile perché il Governo ha deciso di continuare a buttare milioni di euro per progettare una mega-opera inutile e devastante.

Mentre le aree alluvionate di Messina attendono ancora i promessi sostanziosi finanziamenti, mentre RFI continua lo smantellamento del servizio pubblico di traghettamento risparmiando su navi e traghetti siciliani a vantaggio dell’Alta velocità del Nord, mentre la crisi economica colpisce i lavoratori, mentre vengono attuati tagli agli enti locali, agli stipendi degli statali, alla scuola, ai servizi pubblici, ai precari, agli invalidi…

Con le trivellazioni inizia lo sconvolgimento del territorio che la stessa “Stretto di Messina” era costretta ad ammettere nella relazione di valutazione d’impatto ambientale: “Il progetto porterà senza dubbio uno sconvolgimento profondo al paesaggio e alle componenti ambientali di tutta l’area dello Stretto”. Ma cosa sconvolgerà il Ponte sullo Stretto e come? Eccovi un breve pro-memoria:

· Nell’area dello stretto sono presenti undici Siti di Importanza Comunitaria (SIC), due Zone a Protezione Speciale (ZPS), un’area di riserva naturale orientata, un territorio fortemente abitato. Tutto lo Stretto di Messina è stato inoltre dichiarata IBA (Important Bird Areas) ed è una delle tre rotte migratorie più importanti d’Europa, insieme al Bosforo e Gibilterra.

· Cantieri, discariche, cave, passaggio di mezzi pesanti, avranno un impatto devastante su di un ampio territorio, densamente popolato, che va (lato Sicilia) da Venetico a Contesse

· E’ stato sottostimato il rischio sismico ed il ruolo delle frane.

· I siti di deposito sul versante messinese dei materiali di scavo sono stati individuati in zona contrada Catanese (Annunziata) per 220.000 metri quadrati (pari a 25 campi da calcio o, se preferite, al lago di Torre Faro); in contrada Marotta (pari a oltre 6 campi di calcio); in contrada Serri (pari a 5 campi di calcio); a Venetico (tre siti per un’area di 390.000 metri quadrati).

Le cave da cui sarà estratta la sabbia per i lavori di costruzione sono state localizzate in contrada Pace, in contrada Magnolia e lungo la Panoramica.

· Una decina di cantieri, per movimento terra, logistici, operativi, individuati a: Contesse (nei pressi del complesso “Il Peloritano”), Gazzi (per la nuova stazione); Curcuraci; a monte di fiumara Guardia in zona “Balena”; Granatari, nell’area del cimitero; tra i due laghi di Ganzirri e Faro e nell’area compresa tra la Ss 113 e la via Circuito (per un’area pari a 270.000 metri quadrati); Terrazzo; Faro superiore nord; Faro superiore sud; Guardia; viale Annunziata; altri cantieri lungo tutto il percorso dei lavori da Torre Faro a Contesse.

· La viabilità ordinaria nel territorio sarà in varie zone limitata per la presenza dei cantieri ed il passaggio dei mezzi pesanti. Quest’ultimi si prevede effettueranno oltre 2000 passaggi al giorno!

· Lo scavo previsto per la costruzione delle torri del Ponte potrebbe portare uno sconvolgimento idrogeologico catastrofico, alterando l’equilibrio  dei laghi fino al rischio del prosciugamento del lago di Ganzirri. Occorreranno milioni di metri cubi di cemento per strutture dell`opera ponte, e occorreranno migliaia di mc di acqua dolce. La presenza trasversale del pontile previsto a Ganzirri causerà l’alterazione dei flussi d’acqua attualmente conosciuti. Non vi è alcuno studio reale sugli effetti che avrebbe il Ponte (e i cantieri collegati) sulla pesca, anche dal punto di vista economico. L’apertura dei cantieri, le alterazioni di fondali e correnti, “l’effetto ombra” di torri ed impalcato, modificheranno, con effetti devastanti, la rotta dei cetacei e il passaggio migratorio di migliaia di uccelli.

CONTINUIAMO LA LOTTA CONTRO IL MOSTRO DELLO STRETTO: NO ALLE TRIVELLAZIONI, NO AL PONTE SULLO STRETTO

Appuntamento domenica 13 giugno alle ore 18,00 a Ganzirri, Messina.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.