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Ye Ye De Smell, cantava Fela Kuti…

Il prossimo libro di terrelbere.org (“Quell`africana che non parla neanche bene l`italiano”) è un viaggio affascinante in una realtà dura, pulsante, misteriosa. Quella dei nigeriani in Italia e della prostituzione nera. Un percorso senza moralismi e politicamente scorretto. Un romanzo che si legge tutto d`un fiato e che incuriosisce. Come vivono le donne che si prostituiscono in strada? Chi era Fela Kuti? Perché odiava il potere e l`ignoranza?

     

Scritto da Redazione terrelibere.org

“Ye ye de smell” è una intraducibile espressione nigeriana che significa qualcosa come “l’ignorante si sente dalla puzza”. E’ un modo di dire popolare ed ironico quando qualcosa non va. Ma è anche una canzone di Fela Kuti, icona della musica africana, attivista politico, figlio di una femminista prima donna ad avere la patente di Nigeria, fondatore nel 1970 della “Repubblica di Kalakuta”: una comune, uno studio di registrazione ed un centro di attivismo politico.

Nel 1977 Fela cantava Zombie, un brano in cui paragonava la polizia e l’esercito nigeriani a cadaveri senza volontà, addestrati solo per sparare. Il disco ebbe un grandissimo successo in tutto il paese e fece infuriare il governo, che attaccò la comune con più di mille soldati, incendiando gli studi e uccidendo numerose persone, tra cui la madre di Fela che venne gettata fuori da una finestra. Morì qualche giorno dopo. Lo stesso musicista fu salvato appena in tempo da un pestaggio mortale.
Nonostante i riferimenti affascinanti come quello che avete appena letto, il nuovo libro edito da terrelibere.org (“Quell`africana che non parla neanche bene l`italiano“) non è un saggio, ma un romanzo, ovvero un percorso avvincente in un mondo sconosciuto, quello della prostituzione nigeriana, spesso trattato con superficialità o semplicemente non conoscibile da chi non vi sia in qualche modo introdotto.
Soprattutto leggerete un libro sull’ignoranza, il male peggiore per chi vuole affrontare e risolvere i problemi, o semplicemente conoscerli. L’ignoranza del protagonista, che inizia con superficialità e scopre un mondo per lui nuovo. Quella di molte ragazze. Quella degli operatori sociali, ingabbiati nella dicotomia tra donna perduta e vittima da salvare. E quella della brava gente, dei cittadini normali, resi zombie (per dirla ancora con Fela Kuti) dalla propaganda martellante dei razzisti e delle televisioni.

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