È cominciato nella base navale del Callao, con ferree misure di sicurezza e l’inibizione di macchine fotografiche e telecamere, il processo contro gli ex-capi del gruppo sovversivo ‘Sendero Luminoso’.

     

Il processo sarebbe dovuto iniziare lo scorso 5 novembre ma allora, appena introdotti in aula, l’ex-capo ribelle Abimael Guzman, la sua compagna Elena Iparraguirre, il luogotenente Oscar Ramirez Durand e gli altri 14 ex-ribelli soggetti a giudizio avevano provocato l’immediata sospensione della seduta in quanto avevano cominciato a gridare slogan a favore della guerra popolare e del maoismo, la dottrina politica alla quale ‘Sendero Luminoso’ dichiarava di fare riferimento. Per questa ragione sono state adottate rigorose misure di sicurezza e il processo è stato trasferito nella base militare del Callao, la stessa nelle cui celle è recluso l’ex-braccio destro dell’ex-presidente Alberto Fujimori, Vladimiro Montesinos, e altri funzionari del decennio 1990-2000 condannati per corruzione.

Accusati del reato di terrorismo, i leader guerriglieri rischiano la condanna all’ergastolo, che d’altronde già era stata loro comminata da un cosiddetto ‘tribunale senza volto’ all’inizio degli anni Novanta (Guzman venne arrestato il 12 settembre 1992 con il suo luogotenente e la sua compagna); il 4 gennaio 2003, tuttavia, il Tribunale costituzionale aveva annullato la condanna rilevando la mancanza delle minime garanzie di giusto processo. Sendero Luminoso’ è considerato responsabile di almeno la metà delle 70.000 vittime causate da 20 anni di ‘guerra sporca’ nel Paese andino.

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