Ogni anno, da novembre alla fine di gennaio, più di 2000 lavoratori stranieri arrivano nella Piana di Gioia Tauro per raccogliere le arance. Sono migranti senza documenti, ma anche regolari che hanno perso il lavoro o rifugiati sotto protezione umanitaria. Alcuni di loro sono sudanesi, molti seguono il percorso del lavoro stagionale che li porta – tra le tante tappe – a Cassibile, vicino Siracusa. Parlano della guerra che hanno lasciato e del lavoro, sempre più pesante, sempre meno pagato

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