Con canali di ingresso regolare sempre più stretti, tanti tentano la strada dei finti contratti, anche perché in Italia non mancano imprenditori e intermediari senza scrupoli, pronti a speculare su chi sogna di venire. Seimila euro è il prezzo del contratto. Non si corrono i rischi del viaggio, ma il futuro sarà pieno di incertezza. Uno dei frutti della legge razzista Bossi-Fini

     

Scritto da Elvio Pasca

Roma – Seimila euro sul mercato nero dei contratti. È il prezzo, viaggio escluso, per arrivare dal Marocco in Italia sfruttando i flussi d’ingresso stagionali. Un modo per entrare nel nostro Paese con un regolare visto, senza correre i rischi di un viaggio clandestino, anche se si diventerà clandestini qui, appena il permesso di soggiorno sarà scaduto.

È quello che sta provando a fare Mosaid, un ventiseienne di Fez che ha inserito diversi annunci sul nostro sito (Stranieri in Italia, ndr).  Dal vago “…cerco un datore di lavoro, qualsiasi lavoro, lo posso fare anche se non mi paga bene, basta che mi fa venire con il decreto flussi stagionale e io pago tutto”, al più esplicito “…cerco di comprare un contratto di lavoro stagionale, chiamami subito…”, seguiti dai suoi contatti.

“Qui a Fez ho già un lavoro, però voglio venire in Italia, lo sogno da sempre. Lì c’è già la mia fidanzata, voglio venire e sposarmi” ci spiega Mosaid per telefono. “Avevo una domanda di assunzione con i flussi 2007, ma ancora non mi hanno fatto sapere nulla, allora provo così, pagando per avere un contratto stagionale”.

Con canali di ingresso regolare sempre più stretti, tanti tentano questa strada, anche perché in Italia non mancano imprenditori e intermediari senza scrupoli, pronti a speculare su chi sogna di venire. “Ho amici che hanno fatto così e mi è arrivata già un’offerta dall’Italia –racconta Mosaid – . Per seimila euro mi fanno un contratto come stagionale, ma spero di spendere meno, si trovano anche contratti a tremila euro. Comunque pagherò solo quando vedo il nulla osta”.

Che l’operazione sia illegale gli interessa poco (“sempre meglio che arrivare da clandestino”), così come non lo scoraggia la consapevolezza che uno stagionale non può convertire il suo permesso, anche se trova un altro lavoro: passata la stagione se ne deve  tornare a casa. Lui è tranquillo: “Troverò un modo per rimanere, e se non lo trovo, almeno ci ho provato”.

Ma come si mettono insieme seimila euro in Marocco? “Con i risparmi è molto difficile, – ammette – anche se hai un lavoro. Però puoi sempre farteli prestare”. La crisi? La stretta contro i clandestini? A sentire Mosaid, non lo fermeranno: “Qui tornano in tanti, dicono che in Italia non c’è lavoro e ti trattano male. Ma hanno avuto la loro occasione, ne voglio una anche io”.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.