Associazioni, magistrati, parlamentari e singoli siciliani esprimono la propria solidarietà all’avvocato Ugo Colonna, arrestato nell’ambito della inchiesta su “’ndrangheta e politica” della Procura di Catanzaro. Gli interventi del dott. Marino e dell`on. Vendola.

     

Alcuni rappresentanti di associazioni anti-mafia di Catania hanno invitato tutti i cittadini a partecipare alle prossime udienze del cosiddetto processo Lembo a Catania, sui “presunti” aggiustamenti dei pentiti messinesi ordito da magistrati e imprenditori mafiosi della città dello Stretto. “Per la prima volta l`avvocato Ugo Colonna non potrà testimoniare”, scrivono nel loro accorato appello. “Colonna si trova in carcere per aver “minacciato” l`autorità giudiziaria. Sapete perché? Perché ha denunciato illegalità e ingiustizie (e collusioni di parte della magistratura) attraverso i media. Un “delitto di opinione” punito con il carcere. In tutta la storia del nostro bel paese, questo provvedimento è stato applicato soltanto 4 o 5 volte. Ora lo hanno tirato fuori per colpire, delegittimare e umiliare una delle poche persone oneste che io conosco e che ha avuto il coraggio di prendere posizione contro un sistema di potere corrotto e perverso. Colonna, dal lontano 1997, fa esposti al Csm e alle autorità. E` stato lui a denunciare il “verminaio” del caso Messina, la falsa gestione del collaboratore Sparacio e il malaffare dei palazzi. Ogni lunedì e ogni venerdì Colonna veniva qui a Catania (da Torino, dove si è dovuto trasferire con la famiglia per motivi di sicurezza), con la scorta al seguito, per deporre davanti ai giudici. Domani non ci sarà. Vi chiediamo di venire in tanti all`udienza, per dare un segnale forte. Per testimoniare, con la nostra presenza, che ancora crediamo alla giustizia, che loro non hanno vinto. Che non si può tenere in carcere un innocente, accusato di reati di opinione. Noi ci saremo e speriamo che ci siate anche voi….”

Intanto anche l’ex Pm di Catania Nicolò Marino e il componente della Commissione parlamentare Antimafia Nichi Vendola hanno espresso la propria solidarietà al noto legale messinese. Ecco i loro comunicati diffusi dall’ANSA.

«Ribadisco la fiducia e la stima in favore dell`avvocato Ugo Colonna, che si è sempre battuto per l`affermazione della legalità e della giustizia, ponendo a rischio la sua stessa incolumità personale». Dichiara il magistrato Nicolò Marino. «Impossibile per l`uomo della strada – afferma Marino – non mettere in relazione le sue denuncie sul cosiddetto “verminaio” di Messina e sugli uffici giudiziari di Reggio Calabria con

quanto gli sta accadendo oggi».

«Nell`apprendere dagli organi di stampa – aggiunge il magistrato – la notizia dell`arresto dell`avvocato Colonna per fatti che appaiono evanescenti (violenza o minaccia a Corpo Giudiziario mediante l`utilizzo di mezzi di informazione), non ho potuto non provare vergogna come uomo e come magistrato: capisco perché la gente non crede più nella `giustizià e nella magistratura. Pesanti saranno gli effetti sul processo a carico di alcuni magistrati messinesi che è in corso a Catania e che vede Colonna fonte d`accusa principale».

In conclusione l`ex pubblico ministero catanese sottolinea: «Credo sia giunto il momento che gli organi istituzionali competenti, dal Ministero della Giustizia alla Commissione parlamentare Antimafia e al Consiglio Superiore della Magistratura, si occupino della gravissima situazione in cui versano gli uffici giudiziari di Catania, Messina e Reggio Calabria».

«Io non penso che ci sia una montatura”, scrive il parlamentare di Rifondazione Comunista, Nichi Vendola. -Penso che ci siano state e ci siano collusioni straordinarie a copertura del radicamento diffuso e stratificato

della `ndrangheta nella società calabrese. Collusioni che coinvolgono la politica, l`economia, gli apparati repressivi ed anche la magistratura. Ma penso che questa inchiesta mescoli in un unico registro troppe storie, tra di loro incompatibili».

«Non posso tacere, afferma Vendola – l` indignazione che provo dinanzi all` arresto dell` avvocato Ugo

Colonna, un uomo limpido e testardamente, solitariamente impegnato in mille battaglie di verità e di legalità. Sono orgoglioso di avere in Colonna il mio legale di fiducia. Ricordo le parole con cui un importante uomo di Stato ebbe a definirlo: `un Ambrosoli del Sud`. Lui oggi è ristretto e questa carcerazione io la vivo come una macchia vergognosa sul volto di ciò che chiamiamo giustizia. Basterebbe chiedersi quanti sono i singoli e le lobbies che trarranno vantaggi dal fango che si è gettato inopinatamente su un professionista che ha

documentalmente, e ripeto l`avverbio `documentalmentè, svelato il lato oscuro di certa magistratura scenograficamente antimafiosa».

«Sento l`obbligo di coscienza – aggiunge Vendola – di non tacere. L` inchiesta della Dda di Catanzaro su mafia e politica in Calabria è un mosaico geniale di cose credibili e di cose incredibili. Sono la persona più lontana, per formazione politica e culturale, dall` on. Angela Napoli. Lei missina di lungo corso, io comunista da sempre. Eppure io conosco e intendo testimoniare l` assoluta intransigenza morale e la passione civile di una collega che ha rivestito con coraggio il suo incarico in Commissione antimafia. Impegnandosi in prima persona in una battaglia che non ha mai fatto sconti a nessuno, neppure a chi era schierato dalla sua stessa parte politica. Basterebbe rammentare il suo lavoro sulle collusioni a Lamezia Terme».

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