Il 7 agosto scorso i rappresentanti del Comitato promotore per la Legge di Iniziativa Popolare su trattati internazionali, basi e servitù militari hanno consegnato al Parlamento italiano oltre 62.000 firme raccolte in tutta Italia da centinaia di banchetti, incontri, conferenze e manifestazioni. La campagna per la Legge, voluta fortemente dalla Rete nazionale Disarmiamoli!, ha attivato e coagulato intorno a sé realtà politiche, sindacali, sociali e culturali, singoli pacifisti indipendenti da quella rappresentanza istituzionale dissoltasi nelle urne elettorali del 13 e 14 aprile 2008.

     

Scritto da Rete Disarmiamoli

I risultati politici di questa lunga campagna sono molteplici. Emerge con evidenza la capacità propositiva di una parte importante del movimento contro la guerra del nostro paese e la determinazione a marciare con le proprie gambe, con l’obiettivo di riconquistare forza ed egemonia in vasti settori di massa, disorientati e delusi dai voltagabbana di un ceto politico compromessosi totalmente con le scelte belliciste dell’ultimo governo Prodi.

       

Il silenzio intorno alla campagna nazionale per la Legge, tanto più scandaloso quando è stato esercitato da organi di stampa che ancora oggi si autodefiniscono “di movimento”, non ci ha fatto sentire soli, perché ogni qualvolta proponevamo i moduli per la raccolta delle firme in una qualsiasi iniziativa pubblica di movimento siamo stati oggetto di interesse, approvazione, collaborazione da parte di tantissimi militanti pacifisti ed antimperialisti, portatori di storie e culture differenti ma uniti da un identico obiettivo. Un patrimonio umano, politico, sociale e culturale ancora ben radicato nel paese.

       

Le battaglie che dovremo affrontare nei prossimi mesi, alla luce dei mille focolai di guerra accesi da una competizione globale sempre più forte, sono tante e di vastissima portata.

       

La guerra guerreggiata si riaffaccia con prepotenza nel cuore dell’Europa, come dimostrato dall’attuale conflitto in Georgia, continua il massacro in Afghanistan ed in Iraq, la situazione in Kosovo, Libano e Palestina rimane incandescente, le minacce d’attacco contro Siria e Iran sono quotidiane.

       

Il movimento contro la guerra si dovrà attrezzare adeguatamente per contrastare e rispondere a queste micidiali minacce di morte e distruzione.

       

Il risultato ottenuto con la consegna al Parlamento di una Legge d’Iniziativa Popolare che, se approvata, bloccherebbe immediatamente alcuni fondamentali avamposti della cosiddetta “guerra infinita”, è un elemento di forza per tutti coloro i quali nel nostro paese non sono intenzionati ad  abbassare la testa di fronte all’imperante militarismo bipartisan.

          

Un risultato che mettiamo a disposizione di tutto il movimento e delle sue strutture di coordinamento, a partire dal Patto permanente contro la guerra.

       

In autunno promuoveremo iniziative specifiche perché la Legge d’Iniziativa Popolare su trattati internazionali, basi e servitù militari venga discussa dal Parlamento, imponendo di nuovo all`agenda politica nazionale – senza grandi illusioni sui risultati, se non quelli della agitazione e della propaganda –  la storica parola d’ordine del NO ALLA GUERRA SENZA SE E SENZA MA.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.