Crimini ambientali

Nube tossica a Milazzo in 50 al pronto soccorso

  A provocare i malori sarebbero i fumi provocati dai processi di raffinazione che si svolgono nella vicina zona industriale. Ricoverati studenti, docenti e personale del locale istituto d`arte.
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MILAZZO – Una scuola intera finisce al pronto soccorso: è successo a Milazzo, nel Messinese, dove cinquanta fra docenti, personale e studenti del locale istituto d`arte, sono stati ricoverati per sintomi quali nausea, vomito, arrossamento degli occhi, capogiro. Sei persone sono rimaste sotto osservazione. Altre sono state trasportate in ambulanza perché hanno perso i sensi all`interno dell`istituto che sorge ad alcune centinaia di metri dalla zona industriale, in cui si trova anche una raffineria. Sarebbe proprio una nube provocata dai processi di raffinazione a provocare i malori: è il secondo episodio che coinvolge la scuola in un mese.

LA NUBE – La nube ha investito tutta l`area di via Acqueviola dove hanno sede la scuola, il distaccamento dei vigili del fuoco e un albergo: anche nell`hotel qualche ospite si è sentito male. Oltre alla raffineria, a circa un chilometro dalla via Acqueviola, si trova la centrale termoelettrica. Tuttavia, sia dall`industria petrolifera sia dall`Edipower hanno fatto sapere che non vi sono state perdite di gas.

CONTROLLI – I medici del pronto soccorso hanno chiesto l`aiuto dei colleghi del reparto di pneumologia e oculistica. Nell`istituto si sono recati due tecnici dell`Agenzia regionale per la protezione ambientale di Messina che hanno ispezionato i locali e sono entrati nella raffineria, ma senza strumenti e apparecchi di rilevazione. Nella scuola si sono recati anche il sindaco di Milazzo, Nino Nastasi, l`assessore all`ambiente Giuseppe Crisafulli, il comandante dei vigili urbani, il capitano dei carabinieri, agenti del commissariato di polizia, ed una squadra dei vigili del fuoco.

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