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AGS Nato, sorveglianza totale. Sigonella sarà la base operativa?

Il ministro della Difesa La Russa candida Sigonella come base operativa per il sistema AGS, un nuovo programma NATO che prevede di impiegare aerei con e senza pilota per le ricognizioni e la raccolta di informazioni su Africa e Medio Oriente, da destinare agli strateghi politici e militari dell’Alleanza atlantica e quindi della “war on terror” statunitense. Una follia che proietta l’Italia in prima linea nelle nuove guerre, pone interrogativi sull’uso del territorio nazionale e crea ulteriori problemi di sicurezza rispetto al traffico aereo civile.

     

Scritto da Antonello Mangano

 

Quando vogliono, i politici italiani sanno essere molto testardi. Prodi fu irremovibile sulla base di Vicenza, Berlusconi ed i suoi ministri non riescono a smarcarsi da un isolatissimo Bush.

Nonostante i fallimenti della politica presidenziale, la fatale crisi che la strategia conservatrice e guerrafondaia attraversa negli Stati Uniti, il disastro dell’Iraq e l’estendersi dei focolai di guerra nel mondo, l’Italia testardamente continua ad accodarsi ai piani della “war on terror”.

Concetto numero due: uno dei punti di forza di questa politica è la base di Sigonella, la cui posizione al centro del Mediterraneo è ideale sia per le proiezioni contro il Medio Oriente (Afghanistan, Iraq, Iran) sia per possibili obiettivi africani (Sudan, Somalia), oltre che per il controllo sui paesi arabi del Nord Africa.

Tutti luoghi dove vere o fittizie minacce islamiche possano rievocare il fantasma dell’11 settembre, giustificare attacchi e bombardamenti, sostenere la prima e più forte industria degli Usa, cioè il complesso militare e le tante corporations multimilionarie che attorno ad esso prosperano da anni.

Concetto numero tre: le nuove guerre si basano sull’innovazione tecnologica, in particolare l’automazione e la sostituzione dell’elemento umano. Gli aerei senza pilota sono uno dei punti cardine di tutti i nuovi piani, nonostante da più parti (tra cui alcune fonti militari italiane) sia stata sottolineata la loro incompatibilità con il traffico civile, specie in presenza di trafficati aeroporti nelle vicinanze (Sigonella si trova a due passi da Fontanarossa, terzo scalo italiano per volume di traffico, e già ne ospita il radar). Se queste voci non saranno ascoltate, prepariamoci ad una nuova Ustica teleguidata.

Infine, la sorveglianza dall’alto dello spazio terrestre e marino potrebbe essere collegata ai tentativi di militarizzare il territorio ed al contrasto agli sbarchi di immigrati clandestini, che dopo la fine della guerra fredda sembra diventato il primo fine del nostro esercito.

La candidatura di La Russa

Il ministro della Difesa Ignazio la Russa ha annunciato di aver presentato la candidatura di Sigonella al comitato militare della Nato in occasione dell`incontro dei ministri della Difesa dell`Alleanza atlantica a Bruxelles. Una scelta che, se accolta, porrebbe la base siciliana al centro della lotta al terrorismo di matrice americana, a sostegno della quale ospiterebbe la nuova generazione di aerei da ricognizione Nato adibiti al sistema di sorveglianza dall`alto (AGS, Alliance Ground Surveillance).

Secondo la NATO, questo programma utilizzerà un mix di aerei con e senza pilota destinati a fornire un quadro completo del territorio sorvegliato. Le informazioni raccolte saranno girate ai “decision makers” politici ed ai pianificatori militari.

Predator

Nelle intenzioni del ministro della Difesa Sigonella dovrebbe corrispondere alle esigenze atlantiche di una base di monitoraggio del traffico marino e terrestre dell`Africa mediterranea e del Medio Oriente, nell`ambito della quale è prevista anche “la costruzione di un aereo senza pilota, molto più efficiente dei Predator che sono già in dotazione delle nostre forze Armate”.

Il ministro della Difesa ha “sollecitato un sostegno” all`omologo americano Robert Gates con il quale ha avuto un incontro bilaterale durante il quale l`Italia ha incassato il ringraziamento statunitense per ciò che sta facendo in Afghanistan e in Iraq.

Per il momento in lizza per l`ottenimento della partecipazione centrale nelle strategie Nato ci sono anche Spagna, Turchia, Polonia e Germania, ma secondo fonti atlantiche Sigonella dovrebbe trovarsi in vantaggio perché offrirebbe degli standard più adatti alle esigenze di Nato e Usa.

“Abbiamo sottolineato che rispetto ad altre località – ha precisato La Russa nel prospettare le chance di riuscita dell`operazione di visibilità italiana – Sigonella si presta sia come luogo, sia come efficienza, sia come costi ridotti”.

Dunque il pericolo della nuova designazione per la base siciliana è reale, insieme al contributo che questa scelta offre alla militarizzazione del territorio italiano predisposta dal governo Berlusconi, che si appresta a mettere a disposizione ben 2.500 militari per la sicurezza, oltre alle unità dell`esercito preposte a controllare le località campane designate allo smaltimento dei rifiuti.

Secondo Silvana Pisa, membro della Commissione Difesa del Senato durante lo scorso governo Prodi, “questa ulteriore concessione alla Nato della possibilità di utilizzare la base di Sigonella, non concordata con il Parlamento e in logica non difensiva, pone l`Italia in una posizione molto pericolosa”.

Sull'autore

Antonello Mangano

È autore di ricerche, inchieste e saggi sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. Fondatore di “terrelibere.org”, ha scritto i libri "Gli africani salveranno Rosarno" (terrelibere.org 2009), “Gli africani salveranno l’Italia” (Rizzoli 2010), "Voi li chiamate clandestini" (manifestolibri 2010), "Zenobia" (Castelvecchi 2013). Ha collaborato con MicroMega e Repubblica.it. Attualmente scrive per l'Espresso.