Le vittime della violenza paramilitare hanno chiesto che venga proibito alla multinazionale delle banane “Chiquita”, che ha ammesso legami con i paramilitari, di operare in Colombia.

     

Scritto da Gianfranco Belgrano

Il ‘Movimento delle vittime’ intende chiedere al ministero del Commercio il ritiro di tutte le licenze commerciali assegnate alla multinazionale e alle società ad essa affiliate: “Che succederebbe se una società colombiana fosse accusata di essere complice dell’omicidio di lavoratori negli Stati Uniti?” si è chiesto ironicamente Ivan Cepeda, capo di questo gruppo che riunisce la maggior parte delle vittime dei paramilitari nel paese.

Un portavoce della “Chiquita” ha risposto affermando che l’azienda non opera più in Colombia dal 2004; ma, secondo altre fonti “Chiquita” continua a rifornirsi di banane colombiane attraverso un intermediario.

Due giorni fa, un tribunale di Washington aveva emesso una controversa sentenza, ritenendo valido un accordo raggiunto a marzo scorso tra i vertici della Chiquita Brand e il governo americano: la condanna a pagare una multa di 25 milioni di dollari e una pubblica ammissione di colpa, in cambio della rinuncia ad ulteriori procedimenti giudiziari da parte dell’accusa.

A marzo, l’azienda aveva ammesso di aver versato tra il 1997 e il 2004 – attraverso la filiale colombiana ‘Banadex’ – almeno 1,7 milioni di dollari ai paramilitari “per la protezione dei suoi dipendenti” nelle regioni settentrionali di Urabá (Antioquia) e Santa Marta (Magdalena).

[GB] – COLOMBIA 19/9/2007

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