Cresce il numero di enti locali e regioni d`Italia che si sono dichiarate contrarie all`uso di sementi modificate geneticamente. Piemonte, Lazio, Campania e Puglia guidano la classifica dei comuni “Ogm-free”.

     

“Salgono a 1486 i comuni italiani che hanno adottato delibere per proteggere il proprio territorio dalle contaminazioni da biotech insieme a 27 province, 24 comunità montane e a 13 regioni che hanno adottato o stanno per adottare provvedimenti per dichiarare il proprio territorio libero da ogm”.

Lo ha reso noto la Coldiretti in occasione della manifestazione organizzata dalla coalizione Liberi da ogm di fronte a Palazzo Chigi per sostenere l`approvazione in consiglio dei ministri

del decreto proposto dal ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno che regolamenta le coltivazioni ogm in Italia, sul quale si è già avuto il consenso delle regioni.

Dei comuni che hanno adottato delibere per un territorio libero da ogm sostenute dalla coldiretti, il 40% si trova al Nord, il 30% nel Centro e il 30% nel Sud.

Ad oggi la regione che ha più comuni “ogm-free”, spiega la Coldiretti, è il Piemonte con 237 seguito dalla Campania con 185 mentre in termini di incidenza dei comuni “ogm-free” sui comuni totali a livello regionale la leadership è del Lazio con una percentuale del 36% seguita dalla Puglia con il 35%.

I risultati ottenuti in meno di un anno di mobilitazione a livello territoriale evidenziano –

sottolinea l`associazione agricolo – la grande contrarietà dei cittadini e delle istituzioni regionali e territoriali al biotech nei piatti del made in Italy nell`interesse generale

dell`economia, dell`ambiente e dell`intera società”.

La stessa Cina – ha annunciato l`associazione agricola – “dopo avere investito senza freni sul biotech si è accorta delle potenzialità di mercato che esistono per gli alimenti garantiti per l`assenza di contaminazioni da biotech ed è arrivata a vendere in Europa soia, fagioli,

pomodori e mais dolce garantiti come ogm free come dimostrano le offerte presentate dall`impresa cinese “Heilongjiang duoduo group co. Ltd” al Sial di Parigi e documentate con volantini dalla Coldiretti. Insomma, “bisogna cogliere le opportunità che vengono dal mercato ed evitare di correre rischi che possono minare la competitivita` e la credibilita` del Made in

Italy alimentare che – sottolinea la Coldiretti – con la propria immagine svolge a livello internazionale un ruolo da traino per l`intera economia nazionale grazie ai primati conquistati nei campi e sulle tavole di tutto il mondo con il tipico, il biologico e la grande varietà e quantità di prodotti che offre l`agricoltura italiana”.

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