Il vicepremier travolto dai fischi all`arrivo al teatro Olimpico. Ma risponde: «Ormai la decisione è presa». Il «popolo delle pentole» manifesta davanti alla Ederle.

     

Scritto da Orsola Casagrande

Il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli è persona non grata a Vicenza. E a giudicare dalla folla che ieri ha voluto comunicarglielo di persona, il messaggio dovrebbe essere arrivato forte e chiaro. Duemila (tremila a fine serata) persone «armate» di pentole, coperchi, fischietti e tanta voce hanno letteralmente travolto l`arrivo al teatro Olimpico del vicepresidente. Rutelli è entrato con l`auto blu nel cortile del teatro. In precedenza, a Schio, aveva detto che «la decisione sul Dal Molin è stata già presa e noi manterremo gli impegni internazionali». Quanto alle proteste il ministro dei beni culturali ha sottolineato che «fa parte della democrazia non condividere una scelta e protestare. Sono rispettoso di chi esprime pareri diversi. Ma la decisione – ha ribadito – è presa».

L`Altrocomune aveva nel pomeriggio emesso una delibera che dichiarava Rutelli persona non grata. E per andare a rendere «operativa» la delibera il presidio permanente e il campeggio no Dal Molin hanno trasferito in piazza Matteotti le loro attività. Ieri pomeriggio, dunque, l`incontro con Alex Zanotelli si è svolto in una piazza gremita, quasi duemila persone per uno degli esponenti contro la guerra più amati anche in città. Tutti molto attenti e con un occhio rivolto verso il teatro Olimpico blindato, per vedere se Rutelli arrivava.

Il popolo delle pentole è tornato ieri anche alla caserma Ederle, sede del comando della 173° Brigata aerotrasportata statunitense. In quelle che ormai sono manifestazioni all`insegna della creatività, c`è stato posto anche per degli enormi blocchi di cemento che hanno chiuso le vie d`accesso alla caserma. Gli operai dell`Altrocomune – donne e uomini del presidio permanente – hanno chiuso gli ingressi e le uscite della struttura militare posando blocchi di cemento e fissandoli all`asfalto con malta a presa rapida. Intorno altri manifestanti hanno teso nastri arancione da cantiere e coperto le insegne della base con la scritta «No War». Tra gli interventi dal microfono, anche una donna statunitense che ha invitato più volte i soldati della casema Ederle a non rendersi complici della distruzione provocata dalla guerra e della devastazione del territorio che potrebbe creare la realizzazione di una nuova installazione militare.

Rumoroso e colorato come sempre, dal corteo, che è poi ripartito verso piazza Matteotti, si sono alzati slogan e canti. La caserma Ederle era il secondo obiettivo scelto domenica scorsa al campeggio no Dal Molin organizzato dal presidio permanente. Gli altri due obiettivi sono il comune e la giunta Hullweck (presi di mira in modo ironico giovedì) e naturalmente il sito dell`aeroporto Dal Molin, che sarà oggi teatro della nuova manifestazione del popolo delle pentole, della città, degli studenti che hanno indetto uno sciopero regionale. Il corteo partirà alle 9.30 dall`area del festival no Dal Molin e si dirigerà verso l`aeroporto civile, dove si congiungerà con la manifestazione regionale degli studenti. «L`obiettivo dell`iniziativa – dice Marco Palma, del presidio permanente – è quello di entrare nell`area destinata al progetto di militarizzazione per piantare decine di alberi». Lo slogan della manifestazione non a caso è costruiamo il nuovo parco pubblico al Dal Molin. «Un parco al posto di un avamposto militare – dice ancora Palma – per fare dell`aeroporto un`area a disposizione della cittadinanza e non un luogo di guerra». Ieri davanti alla caserma Ederle anche i sindacalisti e i lavoratori iscritti alla Cub, che da anni si battono per la riconversione delle strutture militari in civili.

I vicentini che in questi giorni hanno attraversato il Festival no Dal Molin sono stati tantissimi; un movimento vivo e radicato «e questo – dice Palma – nonostante il sì del governo e l`atteggiamento provocatorio messo in atto dell`amministrazione comunale di Vicenza». Il festival-campeggio No Dal Molin si concluderà domenica. Ma gli appuntamenti in calendario, e non solo per i vicentini, sono già molti. A partire dalla tre giorni europea che si terrà proprio a Vicenza a dicembre e decisa nell`assemblea nazionale del Patto di mutuo soccorso che si è svolta domenica scorsa al festival.

Il Manifesto, 15 settembre 2007.

Sull'autore