Scriveva nel suo esposto alla Procura di Siracusa l’avvocato Santi Terranova: “A Lentini, in Sicilia, si muore di morte naturale come in ogni altra parte del mondo, ma a Lentini, in Sicilia, i bambini soprattutto muoiono di leucemia più che in ogni altra parte d’Italia. E’ questo il dato, tragico ed inquietante, che si ricava dall’Atlante delle mortalità per tumori e per patologie cronico degenerative in provincia di Siracusa, istituito nel 1995”.

     

Scritto da Marina De Michele

E oggi siamo in grado di dire di più. Sarà presentato ufficialmente a ottobre il primo registro territoriale sull’incidenza delle patologie tumorali nella nostra provincia. L’equipe del professore Anselmo Madeddu, dopo 8 anni di lavoro, offre ai politici, alla magistratura e all’intera cittadinanza, uno studio di rigore scientifico dal quale poter partire, ciascuno, per le decisioni, le strategie, che riterrà più opportune e dovute per la funzione e il ruolo che riveste ed esercita nella società siracusana.

Non più solo i dati drammatici della mortalità per patologie tumorali ma quelli più completi, più significativi, sull’incidenza delle malattie oncologiche.

Solo pochi dati ci è stato consentito di raccogliere, ma sufficienti per offrire un quadro abbastanza preciso in particolare sulla incidenza delle patologie leucemiche nel territorio di Lentini.

“Chi fa informazione è chiamato a un forte senso di responsabilità nel riferire di queste indagini epidemiologiche che hanno soprattutto valore scientifico, devono cioè fornire strumenti atti a rendere quanto più efficace possibile la programmazione sanitaria, e in nessun caso possono essere oggetto di interpretazioni fuorvianti e strumentali. Occorre soprattutto evitare di ingenerare un pericoloso allarmismo.”

Occorre cioè far buon uso di questi dati e nella fattispecie essi possono esser utili a dare evidenza scientifica a quella che potremmo definire l’anomalia del caso Lentini.

Dal 1999 al 2002, questo l’arco di tempo sottoposto a indagine, se il tasso standardizzato per la leucemia a livello provinciale si colloca solo al 9° posto con un indice del 12,2 di poco al di sotto di quello del Pool Italia (12,7), a Lentini, proprio nel territorio comunale, l’indice supera di quasi tre volte la media nazionale: siamo al 32,1. Uno scostamento che riguarda soprattutto i maschi e prevalentemente la terza età, ma che è presente in ognuna delle fasce quinquennali su cui si è effettuato il rilevamento, compresa quella pediatrica. Nella fascia da 0 a 4 anni, sempre tra i maschi, nel distretto di Lentini si osserva un TGS (tasso grezzo specifico per età) di 57,9 a fronte di un TGS provinciale di 12,4: quasi 5 volte di più quindi. Così nella fascia da 70 a 74 anni abbiamo un TGS di 78,1 a fronte del TGS provinciale di 32,7: più del doppio; meno gravi le risultanze tra i 20 e i 50 anni. Tra le donne poi i tassi sono mediamente il doppio rispetto al resto della provincia.

Una percentuale che offre un dato freddo e scientifico da tradurre in numeri per avere pieno il senso del dramma cui ci troviamo di fronte e meglio comprendere il senso dell’esposto dell’avvocato Santi Terranova, la forte esigenza delle famiglie, colpite dalla tragedia del veder morire i propri cari, di riunirsi in un’associazione che aiuti a non dimenticare, a trasformare il dolore privato in un’istanza pubblica di chiarezza, di assunzione di responsabilità, perché quanto accaduto non si possa ripetere.

“Sono differenti le ipotesi eziologiche avanzate dalla letteratura scientifica a seconda che si tratti di leucemie in età pediatrica o in età adulta. – chiarisce la dottoressa Maria Lia Contrino, collaboratrice del dottor Madeddu – Gran parte di quelle che insorgono in età pediatrica infatti dipendono da anomalie del DNA sia a livello dei cromosomi sia a livello dei singoli geni. Su alcune leucemie infantili invece sono state ipotizzate possibili correlazioni con le infezioni virali congenite o postnatali, mentre per quelle dell’età adulta i fattori di rischio sono quelli di tipo chimico, con particolare riferimento alle esposizioni da benzene e da pesticidi e a quelli di tipo fisico quali soprattutto le radiazioni ionizzanti e, sebbene con minori e contrastate evidenze, i campi elettromagnetici a bassa frequenza”. “Tra questi fattori quindi occorre indagare le cause per l’alta incidenza nel lentinese – conclude il dottor Madeddu- Si può pensare ad esposizioni di tipo professionale che, vista la vocazione produttiva del luogo, andrebbero ricondotte nell’ambito dell’occupazione di tipo agricolo ma anche le ipotizzate contaminazioni dell’ambiente fisico di cui ha parlato la cronaca andrebbero attentamente considerate”.

Il Ponte (Siracusa), 15 settembre 2007

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