Sono passati più di venti anni da quando due aerei cargo americani sono precipitati alle porte di Lentini, disperdendo tutt’intorno, come si ritiene, l’uranio impoverito (un metallo pesantissimo, quasi due volte il piombo, quindi ad alta concentrazione) dei contrappesi di cui alcuni veivoli vengono dotati per necessità di assetto di volo…

     

Scritto da Marina De Michele

Ne sono passati più di dieci dalla prima interpellanza parlamentare del deputato di AN Puccio Forestiere che nell’ottobre ‘94 chiedeva di indagare sulle cause del trend, in forte crescita, delle mortalità per leucemia nel lentinese; più anni ancora sono trascorsi dalla nascita, nel marzo 1991, dell’Associazione “Manuela-Michele per bambini leucemici”, fortemente voluta da chi ha visto morire anzi tempo i propri figli, per non dimenticare, per evitare che la sabbia di una “fetente” burocrazia (come l’ha definita il parroco del quartiere Brancaccio di Palermo), forse come quella contaminata da uranio impoverito, cancellasse colpe e responsabilità. È passato un anno da quando, su incarico di questa associazione, l’avvocato Santi Terranova di Lentini, con una dettagliata denuncia, ha chiesto, alla Procura della Repubblica di Siracusa, di avviare un’inchiesta sulle queste morti bianche. “Un’inchiesta per indagare sulle cause di questo flagello – commenta l’avvocato Terranova – Non possiamo essere noi a stabilire nessi eziologici ma tra i cinque principali fattori di rischio che la letteratura medica pone quali causa della malattia – da una parte l’ereditarietà, le anomalie congenite o l’attacco di virus erpetici o di retrovirus, e dall’altra le radiazioni e le sostanze inquinanti – propendiamo, per motivi oggettivi, per quelli connessi a problematiche ambientali. Solo così crediamo si possa spiegare l’alta concentrazione dei casi di leucemia nella nostra zona, lo scarto fortemente significativo rispetto al dato di incidenza a livello nazionale”. Da queste considerazioni la domanda presente nell’esposto-denuncia: c’è radioattività nociva a Lentini? A questo dovrà rispondere la Procura di Siracusa. Significa chiarire, una volta per tutte, se è vero che nel suolo del territorio di Lentini siano nascoste scorie nucleari, una notizia più volte e in diverse occasioni riferita e mai né smentita né confermata; se è vero che i due aerei americani precipitati nelle campagne lentinesi, nel luglio 1984 e nel giugno 1985, trasportassero armi nucleari o se, trattandosi di aerei cargo, come ha ipotizzato il professore Elio Insirello, docente di genetica molecolare all’Università di Messina, con l’impatto si siano disperse al suolo le diverse centinaia di chili di uranio impoverito usato come contrappeso; se risponde al vero che la base di Sigonella smaltisce i rifiuti prodotti in enorme quantità nell’ampio complesso militare proprio nel territorio di Lentini, in contrada Armicci, un’area trasformatasi in una vera e propria bomba ecologica, nella quale confluiscono anche i rifiuti prodotti dai comuni viciniori. “Nel passato, anche recente – continua l’avvocato Terranova – la DIA di Catania ha avviato numerose indagini allo scopo di accertare e reprimere reati di natura ecologica, quali quelli attinenti alle discariche abusive, e in più di un caso sono stati accertati forti interessi della mafia. Quello delle discariche abusive è un problema che attanaglia il territorio di Lentini da moltissimo tempo. E nel ricorso ho elencato i tanti, troppi, casi di questo misfatto riscontrati nel territorio. Delle indagini effettuate, di tutti i procedimenti aperti dalla Procura di Siracusa non sappiamo nulla. Sappiamo, perché è cronaca, delle tante discariche dove si stoccavano abusivamente rifiuti ospedalieri provenienti da diverse ASL del Nord Italia, una “scoperta” che ai tempi ha destato molto scalpore, anche a livello nazionale, ma sulla quale, nel giro di poche settimane, è calata una coltre di silenzio, come per lo più accade. Come ho scritto nell’esposto, in molti di noi, lentinesi e genitori di bambini morti per leucemia, il ricordo di quello “scempio” è ancora vivo nella memoria: tonnellate di scatole di cartone contenenti viscere ed organi umani, flebo, siringhe, buste di plastica dalle quale fuoriuscivano liquami maleodoranti, cartelle cliniche, lastre radiografiche e chissà cos’altro è stato scaricato nelle cave di tufo dismesse alle porte di Lentini. Un testimone di allora riferì che, quando si trovarono i container che trasportavano questo materiale, compreso subito che si trattava di un carico estremamente pericoloso, vennero chiamati tecnici dell’Ufficio Igiene dell’Università di Catania che rilevarono, con i contatori “geiger”, la presenza di un alto tasso di radioattività, sia in prossimità dei contenitori che in tutta l’area della discarica. Una testimonianza che riporto integralmente nell’esposto per la precisione delle indicazioni, per le immagini che danno pienamente il senso dei fatti: la porcilaia ai piedi della discarica, un maiale che ingurgitava una matassa di tubicini di plastica e le carcasse di altri nelle vicinanze, l’odore acre e nauseabondo, i tecnici in tuta bianca e mascherina che ispezionavano, scatola per scatola, il contenuto del TIR e dei due containers e che, nell’avvicendarsi l’un l’altro, sostavano in un’area di “decontaminazione” per essere irrorati da altri colleghi con una sostanza spruzzata con delle pompe. Quel testimone ha anche consegnato delle fotografie, senz’altro utili ai fini investigativi, così come lo sono altri elementi che noi stessi abbiamo fornito alla Procura. È evidente che ,trattandosi di discariche abusive, siamo di fronte a un commercio losco, illecito, certamente dagli enormi profitti. Chiedo nell’esposto e chiedo ora: cosa ne è stato di quelle diverse centinaia di tonnellate di rifiuti accumulati in chissà quanto tempo prima che fossero scoperti? Si è mai provveduto alla bonifica dei luoghi? Si è mai appurato se le ASL coinvolte sapessero che i loro rifiuti speciali ospedalieri venivano “trasferiti” in Sicilia, a Lentini? E oggi ci chiediamo: dove vengono smaltiti i rifiuti speciali ospedalieri prodotti nel grande ospedale della base americana dove vengono curati gli 8.000 e più soldati di stanza a Sigonella e tutti quelli assegnati alle diverse altre basi della marina militare americana dislocate nel Mediterraneo? Secondo un prezioso dossier di Antonio Mazzeo ricercatore dell’organizzazione Terrelibere) la Marina USA affida lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri alla Giano Ambiente s.r.l., una società fondata nel 1983, che opera nel settore in Italia, Germania, Francia ed Austria e vanta un fatturato annuo di circa 4 milioni di euro. Si tratta di una delle aziende di fiducia anche della Marina Militare Italiana, a cui la stessa Direzione Commissariato in Sicilia affida la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti delle basi navali di Augusta, Messina e Catania e che provvede allo smaltimento dei rifiuti industriali e tossici prodotti negli impianti di Priolo e Gela di proprietà delle principali aziende petrolchimiche. Nei magistrati della procura di Siracusa, sempre impegnati con assoluta competenza nel perseguire i reati ambientali, noi oggi riponiamo la speranza che si possa finalmente giungere alla individuazione delle cause di una malattia che ci pone tristemente all’attenzione degli epidemiologi”. Delle cause dell’insorgere della leucemia certamente si parlerà nel convegno organizzato dall’Associazione Libera a Catania per la prossima settimana, presso la facoltà di Scienze politiche. Qui converranno personalità di tutt’Italia e anche da Amsterdam per quel “tragico gemellaggio” (così lo definisce l’avvocato Terranova) con una città alle cui porte, nel 1992, precipitò un Boeing 747 della El al (la compagnia di bandiera israeliana): una commissione d`inchiesta olandese accertò allora che circa 130 chilogrammi di uranio erano stati inalati dai soccorritori e dalla gente del posto. Il Ponte (Siracusa), 13 settembre 2007

Sull'autore