Nuovo round nel braccio di ferro sugli appalti dell`Alta velocità ferroviaria Milano-Verona, Verona-Padova e Genova-Milano, revocati dal Governo con il Dl sulle liberalizzazioni.

     

Scritto da Il Sole 24 Ore Radiocor

L`Esecutivo ha presentato ricorso al Consiglio di Stato per chiedere l`annullamento del decreto con cui lo scorso 13 luglio il Tar del Lazio ha sospeso l`efficacia dei provvedimenti di revoca, successivi alla legge, decisi da Rfi e da Tav nei confronti dei general contractor Cepav2 (partecipato a maggioranza dall`Eni), Cociv (controllato da Impregilo) e Iricav2 (principale azionista Astaldi).

Nell`ordinanza in questione il Tar, su richiesta dei tre general contractor, aveva rinviato la questione alla Corte di Giustizia europea per verificare la possibile incompatibilità dei provvedimenti governativi con le norme europee. Una pronuncia che aveva scompaginato i piani di Palazzo Chigi che puntava a superare i contratti per la realizzazione delle tre tratte stipulati nel 1991-1992 con l`obiettivo di ridurre i costi dei lavori e accelerarne il completamento.

Stando alla media dei giudizi del Lussemburgo, la sentenza di merito della Corte diGiustizia

non dovrebbe arrivare infatti prima di un anno e mezzo. Con la conseguente impossibilità per il Governo di indire le nuove gare. Da qui l`appello a Palazzo Spada presentato dal ministero dei Trasporti e dalla Presidenza del Consiglio.

La partita coinvolge le maggiori imprese di costruzioni italiane: per la Milano-Verona (appalto da 4.831 milioni di euro e costo totale pre-revoca di 5.735) il Consorzio Cepav 2 che oltre a Eni (Snamprogetti 35% e Saipem 12%) include Pizzarotti, Maltauro, Garboli Conicos e Condotte, tutti al 12%, e Aquater al 5%; per la Verona-Padova (3.995 milioni ai concessionari e 5.130 di costo totale) Iricav 2, con Astaldi al 33% e con quote minori Ansaldo Trasporti, Torno, Salini, Impregilo, Condotte, Lamaro, Fintecna. Per il Terzo Valico

Genova-Milano (4.498 milioni l`appalto e 5.060 di costo globale) il consorzio Cociv, guidato da Tecnimont (Maire Engineering) al 50,5% e con Impregilo al 44 per cento.

Si attende ora la fissazione dell`udienza in cui i giudici amministrativi di secondo grado esamineranno la vicenda.

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 14 settembre 2007

Sull'autore