Le mani sull`Università

Messina, blitz all`Università. La Finanza sequestra i test

La Repubblica
  Repubblica.it aveva notato anomalie nelle selezioni per Medicina dell`ateneo siciliano. Il ministro dell`Università invia una lettera al procuratore della città. Mussi convocato a breve come testimone dai magistrati romani per la vicenda delle `lauree facili`.
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Repubblica.it aveva notato qualcosa di strano nei test di ammissione alla facoltà di Medicina dell`Università di Messina. Troppo bravi i partecipanti alle selezioni nell`ateneo siciliano. Dei geni, se si paragonano i loro risultati a quelli degli altri studenti italiani. Il ministro dell`Università, Fabio Mussi, aveva sollecitato un`inchiesta. Oggi l`indagine ha mosso un ulteriore passo in avanti. La Guardia di Finanza ha acquisito negli uffici di presidenza tutti gli atti del concorso. Intanto l`ateneo ha deciso di istituire un`autonoma commissione per verificare se durante le prove ci siano state irregolarità.

In una lettera inviata al procuratore della Repubblica di Messina Mussi ha elencato alcuni dati piuttosto significativi: riguardo ai test di ammissione a Medicina, su 17 studenti che, in tutta Italia, hanno conseguito un punteggio superiore a 70, 8 hanno svolto le prove a Messina; su 487 partecipanti che hanno raggiunto una votazione superiore a 60, 50 provengono dal capoluogo siciliano. Anche per i test di odontoiatria i numeri sono simili. Uno studente su 12 con punteggio superiore a 70 e 46 su 332 con votazione sopra i 60 punti hanno tentato l`ammissione in riva allo Stretto.

Insomma, secondo il ministro, a Messina ci sono delle anomalie, anche perché il numero effettivo dei partecipanti non era superiore a quello di altre università in cui i risultati sono stati molto meno brillanti. Mussi ha precisato che “il risultato, valutato in sé, non costituisce prova di irregolarità”. Ma l`ultima parola, comunque, spetterà alla Procura.

Intanto, il ministro dell`Università dovrebbe essere convocato a breve dalla Procura di Roma come testimone. La vicenda, sulla quale i magistrati hanno aperto un fascicolo contro ignoti per abuso d`ufficio, è quella delle cosiddette “lauree facili” in due atenei non statali della capitale. Dopo la denuncia del Tg1, era stato lo stesso Mussi a chiedere alla Procura di intervenire. Il pm Sergio Colaiocco, titolare degli accertamenti, sta aspettando una prima informativa dalla Guardia di Finanza, a cui ha delegato l`acquisizione dei documenti.

Nelle due università molte matricole sarebbero diventate dottori nel giro di un anno e mezzo, superando senza problemi esami molto difficili. Il tutto grazie al sistema dei crediti, che permette di trasformare in voti attività extra universitarie di vario genere. Un sistema di scorciatoie e di sconti piuttosto generosi, insomma.

La Repubblica, 13 settembre 2007

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