La base navale Usa di Sigonella sarà la rampa di lancio per i nuovi temibili velivoli senza pilota `Global Hawk`. La conferma ufficiale di una decisione che era nell`aria da tempo arriva dal quotidiano delle Forze armate Usa `Stars and Stripes`, citato dall`esperto di questioni militari Antonio Mazzeo sul sito `Terrelibere.org`. E` stato Philip McDaniel, vice-direttore del comando dell`aeronautica Usa di Kaislerslautern, in Germania, ad annunciare la definitiva sistemazione delle infrastrutture e dei velivoli nel più grande avamposto militare statunitense in Europa, per l`appunto la base di Sigonella.

     

Scritto da Luca Galassi

L`opposizione del ministro. L`aeronautica Usa è intenzionata a installare in Sicilia “un piccolo squadrone di cinque aerei da ricognizione senza pilota `Global Hawk`”, ha detto McDaniel, confermando quanto anticipato da Mazzeo dieci giorni fa, quando su `Terrelibere` rivelò l`esistenza alcuni documenti del Pentagono che indicavano nello scalo siciliano la destinazione dei nuovi velivoli. Si attende adesso l`avallo del governo italiano. Proprio dal governo, ovvero da uno dei suoi ministri, arriva una decisa presa di posizione contro la concessione di Sigonella per i nuovi aerei senza pilota. Nel corso dell`incontro di sabato scorso a Marghera promosso dalla campagna “Sbilanciamoci”, il ministro alla Pubblica istruzione e all`università, Fabio Mussi (Sinistra democratica), si è detto contrario ai principali programmi di riarmo militare che vedono protagonista l`Italia. “Siamo di fronte a una esplosione riarmistica incredibile – ha affermato Mussi – e nessuno batte ciglio. Non so se è realistica la proposta di riduzione del 20 percento del bilancio della difesa ma dobbiamo senz’altro ridiscutere la questione Dal Molin di Vicenza e opporci alla concessione di Sigonella agli aerei Black Hawk (il ministro si riferiva ai citati `Global Hawk`). Ma soprattutto l’Italia deve mettersi di traverso all’adesione al progetto Usa dello scudo spaziale, una questione questa che dobbiamo prendere di petto”. Attraverso le nuvole. Il Global Hawk, che si potrebbe definire un`evoluzione del `Predator`, utilizzato nei Balcani, in Afghanistan e in Iraq, è un Uav (Unmanned aerial vehicle, aereo senza pilota) di ultima generazione, prodotto dalla Northrop Grumman Ryan. Può volare per 36 ore con un solo pieno di carburante. Pesa 11 mila chilogrammi e ha un`apertura alare maggiore di quella di un Boeing 737. In sole 24 ore, l`aereo è capace di perlustrare un`area di 100 mia chilometri quadrati. Il suo radar `vede` attraverso le nuvole, e da 20 mila metri di altezza trasmette immagini codificate via satellite alle basi di mezzo mondo. La sua funzione è quella di spiare il fronte nemico, individuando gli obiettivi per dirigere gli attacchi e i bombardamenti. Il deputato contro. Un`interpellanza al ministro della Difesa sulla questione `Global Hawk` è stata presentata nel giugno scorso dal vice-presidente della commissione Difesa della Camera dei Deputati, Elettra Deiana (Rifondazione Comunista). L`interpellanza non ha ancora avuto risposta. “Sto pensando di rilanciarla in aula – ha spiegato Deiana a PeaceReporter – il più presto possibile, poichè queste faccende avvengono sempre nel più assoluto riserbo, non vi è nessun controllo da parte di nessuno, bisogna stare attenti e col cannocchiale in mano per `intercettare` le decisioni. Non esiste una sede in cui sia possibile controllare il processo decisionale, neanche la commissione Difesa”. Concorda con Mussi? “Io sono molto più critica. C`è tutta la grande questione delle basi Usa in Italia, resa urgente dal fatto che nel 2009 scadrà il trattato Nato sugli accordi bilaterali tra i due Paesi. Inoltre, anziché diminuire la spesa per la Difesa, io sarei per indirizzarla alla riconversione delle basi e ad una diversa utilizzazione del territorio”.

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