Con una lettera aperta al governo e alle forze politiche e sociali, i Circoli Macondo di Milazzo e Papillon di Barcellona Pzzo di Gotto (Messina), denunciano la deportazione in atto presso l`OPG della città del Longano di numerosi inmternati provenienti da altri Ospedali Psichiatrici Giudiziari d`Italia. Intanto crescono le denunce sull`uso dell`elettroshock, su nuovi casi di malati legati e violenze, sulla somministrazione massiccia e immotivata di psicofarmaci.

     

Scritto da Arci Circolo Macondo e Circolo Papillon

Gli Opg rappresentano ancora oggi la sintesi di contraddizioni insuperabili: sono in carico all’Amministrazione della Giustizia, ma sono ospedali; sono ospedali psichiatrici che ricoverano persone con disturbi psichici, ma sono gli unici ad essere rimasti aperti dopo la Legge 180. Strutture edificate con altre finalità (spesso antichi conventi parzialmente ristrutturati), dove la concentrazione degli internati supera da tempo limiti ragionevoli. Dentro: la commistione più varia di condizioni cliniche e di percorsi giuridici, nell’inadeguatezza numerica del personale di area sanitaria, in assenza di formazione specifica in un settore così delicato. Strutture dove la contenzione fisica (i famosi letti di contenzione) è pratica abituale e gli interventi specialistici consistono nella somministrazione di dosi massicce di psicofarmaci. È vero, i 1.200 pazienti “ospitati” negli Opg hanno commesso reati, ma delle due l’una: o si tratta di persone che devono scontare una pena detentiva, e allora non si capisce perché debbano “godere” di un trattamento diverso da chi, autore di reato, è affetto da una patologia neoplastica o cardiocircolatoria, o si tratta di persone che prosciolte per infermità mentale necessitano di appropriati interventi psichiatrici, psicologici, sociali, che certamente non possono essere erogati in una struttura manicomiale. Inutili anche alcune sentenze della Corte Costituzionale (253/2003 e 367/2004), finalizzate a trovare alternative all’uso degli Opg. Negli ultimi due anni si è registrato un aumento di oltre 200 internati. Insomma, una situazione nella quale il diritto alla cura viene quotidianamente calpestato. Un mondo a sé stante, del quale l’opinione pubblica si occupa solo in occasione di eventi drammatici o casi limite che assurgono agli onori della cronaca. Come quello dei pazienti che avendo terminato il periodo di “misura di sicurezza” all’interno dell’Opg se lo vedono prorogare (in modo ingiustificato e senza alcun fondamento giuridico) solo perché i servizi sanitari e sociali delle Asl di appartenenza dichiarano di non disporre di strutture e personale idonei ad attivare il reinserimento sociale nel territorio di appartenenza!

OGGI STA SUCCEDENDO IL PEGGIO

Il ministro della Salute Livia Turco, nel gennaio di quest’anno ha dichiarato: “Sulla salute mentale si rischia di tornare indietro. Subito un’indagine sulla situazione effettiva del settore in Italia”. ed ha annunciato: “Presto un provvedimento legislativo per il superamento dei 6 ospedali psichiatrici giudiziari, dove sono ancora ricoverate più di 1.000 persone”.

L’OPG di Barcellona P. G., ad esempio, (dove l’Arci di Milazzo svolge già da circa 8 anni attività di volontariato con gli internati “dentro e fuori le sbarre” e dove esiste all’interno un Circolo costituito dagli stessi internati denominato “Papillon”) in pochi giorni è intasato ed è già arrivato a n. 250 internati mentre altri devono ancora arrivare. E’ inutile dire quanto tutto questo sta sconvolgendo gli internati (detenuti, minorati psichici e pazienti) che temono fortemente di essere spostati all’improvviso in altri luoghi di detenzione dopo avere, ad esempio, intrapreso un programma riabilitativo,un percorso di inserimento sociale e già ipotizzavano la costruzione di un loro futuro con gli affetti che hanno in loco senza dimenticare quanto intasare un OPG penalizzi e sacrifichi la qualità della vita degli internati e le attività interne legate alla gestione della struttura. bisogna considerare, inoltre, la condizione di umiliazione e di emarginazione che stanno vivendo gli internati.

NEL SILENZIO DEI MEDIA E DELLA SOCIETA’

che forse non sanno di quanto sta accadendo.

Non ci sentiamo di accettare tutto questo TEMIAMO che piuttosto che arrivare ad una proposta di legge al più presto si rischi di lasciare questa situazione intollerabile chissà per quanto tempo (basti pensare che quando si sono chiusi i manicomi non si è provveduto a creare strutture alternative lasciando a loro stessi e all’interno degli OPG i cosiddetti “matti”).

CHIEDIAMO

Che il Governo dichiari senza equivoci e con fermezza LA CHIUSURA DI TUTTI GLI OPG IN ITALIA solo dopo avere predisposto strutture alternative per i pazienti e che si arrivi rapidamente ad una nuova legge sulla salute mentale.

Ricordiamo, infine, che al congresso dell’Unasam, le famiglie di persone con malattia mentale hanno esposto al Governo una situazione oscura per la psichiatria italiana, quasi da pre-riforma Basaglia rilevando come stia tornando “la cultura dello stigma e del rifiuto del malato mentale”.

Nuovi casi di elettroshock, malati legati, casi di violenze, denunce di strutture ospedaliere, casi di “deportazione” di pazienti da una regione all’altra, uso massiccio e immotivato di psicofarmaci. Tutte le proposte consegnate ai ministri Turco e Bindi: dalla revisione dei Lea (i livelli minimi di assistenza) alla rivalutazione delle pensioni per i disabili psichici che oggi ammontano a 250 euro al mese.

Ci sentiamo delusi dal Governo e impotenti nei confronti degli internati.

CHIEDIAMO al Governo e a tutte le forze politiche di intervenire IMMEDIATAMENTE per bloccare questa deportazione e per assicurare da domani, da subito, il diritto alla salute e al rispetto della dignità di ogni uomo.

CHIEDIAMO a tutti i cittadini, agli organi di stampa, alle associazioni culturali e sociali di impegnarsi affinché tutto questo non passi inosservato.

Milazzo li, 7 settembre 2007

Arci Circolo “Macondo” di Milazzo (Me)

Circolo “Papillon c/o Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona P.G. (ME)

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