Un dispaccio Ansa dello scorso 7 agosto ha riportato la notizia che la famiglia mafiosa di Villabate, attraverso una società creata ad hoc, avrebbe investito centinaia di migliaia di euro nella commercializzazione della pasta Buitoni nello stato di New York. L`ambigua precisazione di Nestlé Italia, proprietaria del noto marchio alimentare: `sporadici i contatti con Nicola Notaro. Mai con Nicola Mandalà…`.

     

Scritto da Agenzia Ansa

È la distribuzione di prodotti alimentari negli Usa l`ultimo business delle cosche palermitane. La famiglia mafiosa di Villabate, attraverso una società creata ad hoc, ha investito centinaia di migliaia di euro nella commercializzazione della pasta Buitoni nello stato di New York.

La circostanza, su cui gli investigatori indagano da mesi, è ritenuta provata dai giudici di Palermo. Nell`ordinanza con cui rigetta l`istanza di scarcerazione di Nicola Notaro, esponente del Cdu di Villabate, arrestato a febbraio per associazione mafiosa, il tribunale del riesame di Palermo parla a lungo degli affari di Nicola Mandalà, boss del palermitano che per anni ha coperto la latitanza del capomafia Bernardo Provenzano.

Secondo la ricostruzione dei magistrati, Nicola Mandalà, uomo d`onore che organizzò i viaggi a Marsiglia di Provenzano nel 2003, investì oltre 300 mila euro nell`acquisto di tonnellate di prodotti della Nestlè, proprietaria del marchio Buitoni.

Attraverso la società di Notaro, la Haskell International Trading, che firmò con la Nestlè un contratto come distributore esclusivo della multinazionale nello stato di New York, il boss di Villabate, dunque, avrebbe messo le mani sul fiorente mercato americano.

A carico di Notaro, finito in manette nell`ambito di un`indagine sulla cosca, condotta dal pm della dda Nino Di Matteo, oltre alle dichiarazioni dei pentiti Mario Cusimano e Francesco Campanella, ci sono ora i risultati di decine di accertamenti bancari. Il pm, inoltre, ha interrogato due funzionari della Nestlè, Mori e Di Casoli, sui rapporti tra la multinazionale e la Haskell. Entrambi hanno confermato di avere avuto legami commerciali con l`imprenditore che era ritenuto «affidabile in quanto solvibile».

Dalle indagini, inoltre, è emerso che Nicola Mandalà andò due volte negli Stati Uniti tra il 2003 e il 2004: una volta insieme a Gianni Nicchi, boss ora latitante, con cui incontrò esponenti della famiglia degli Inzerillo, emigrati negli Usa dopo la guerra di mafia degli anni `80. Successivamente il capomafia di Villabate andò a trovare proprio Notaro. (ansa)

Il comunicato di “rettifica” delle Nestlé:

Milano – In merito alle notizie riportate nei giorni scorsi sui giornali e relative al coinvolgimento del brand Buitoni nelle vicende processuali di Nicola Notaro, Nestlé Italiana, proprietaria del marchio, nel pieno ed assoluto rispetto delle delicate attività processuali in corso ed esprimendo piena fiducia nella magistratura, precisa quanto segue:

1) Come emerge chiaramente dagli atti del processo, Nestlé Italiana ha avuto rapporti unicamente con la società di diritto americano Haskell International Trading, già importatrice di altri importanti marchi italiani, nella persona di Edoardo Catalfamo. Vi sono stati sporadici contatti con Nicola Notaro nei pochi mesi in cui questo è stato socio della suddetta società americana. Non ha mai avuto rapporti con Nicola Mandalà.

2) Nestlé Italiana ha collaborato ampiamente con la Magistratura e ha messo a disposizione tutte le informazioni necessarie all`inchiesta. Manuel di Casoli e Richard Mori di Nestlé Italiana, non sono stati interrogati dai magistrati ma sono stati sentiti come persone informate dei fatti, fornendo elementi utili alle indagini.

3) L`azienda smentisce di avere stipulato contratti di collaborazione con Haskell International Trading ma conferma di aver effettuato nel 2004 un`unica transazione commerciale, con pagamento anticipato, per la distribuzione negli Stati Uniti/stato di New York di 300 tonnellate di pasta, quantità commercialmente irrisoria per i volumi aziendali.

4) La conclusione dell`unica transazione commerciale con Haskell International Trading è stata preceduta dalle opportune verifiche di legge dalle quali nulla era emerso. Attualmente, solo per il brand Buitoni, sono quasi sessanta le relazioni commerciali annuali in tutto il mondo.

5) A seguito di tale unica transazione, l`azienda ha ritenuto di non dover procedere ad ulteriori attività con Haskell International Trading per la non sussistenza dei necessari presupposti di business.

Nestlé esprime il suo rammarico per essere stata associata alla vicenda giudiziaria in questione in modo errato rispetto ai fatti realmente avvenuti.

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