Sarebbero una ventina le persone morte nei combattimenti avvenuti questa mattina a Buterere, a nord di Bujumbra, capitale del Burundi.

     

Scritto da Massimo Zaurrini

Lo riferiscono all`agenzia MISNA fonti umanitarie contattate nella capitale burundese, precisando che si tratta di un bilancio ancora parziale dal momento che verifiche su quanto accaduto sono in corso. La maggior parte delle vittime apparterrebbe ai due gruppi armati protagonisti degli scontri, ma si teme che anche alcuni civili siano rimasti coinvolti. Di certo una donna è morta a causa dei combattimenti e il suo cadavere è rimasto riverso per ore su una strada di Buterere.

Secondo la versione ufficiale in circolazione ad affrontarsi nella zona nord di Bujumbura sarebbero state due fazioni contrapposte delle Forze di liberazione nazionali (Fnl), l’ultimo gruppo ribelle ancora in attività, che però ha già smentito divisioni interne. Fonti locali fanno sapere che a Bujumbura in queste ore stanno circolando anche versioni differenti, secondo le quali ad affrontarsi sarebbero stati elementi delle Fnl e uomini armati legati al partito di governo Cndd-Fdd (che prima della pace del 2005 era il principale gruppo ribelle attivo in Burundi) e arrivati appositamente dalla confinante Repubblica democratica del Congo.

Secondo un’altra ricostruzione ancora gli scontri avrebbero coinvolto uomini delle Fnl e soldati dell’esercito regolare burundese. Intanto migliaia di civili, alcune stime parlano di circa 5000 persone, si sono riversati in mattinata nei quartieri intorno a Buterere, cercando ospitalità da amici e conoscenti. “Qui da noi – dice un missionario contattato dalla MISNA nella zona nord di Bujumbura – sono arrivate un centinaio di persone. Le abbiamo sistemate temporaneamente nelle aule di un nostro complesso”.

Tutte le fonti concordano nel definire i combattimenti di questa mattina (iniziati intorno alle 05:30 del mattino e proseguiti per oltre mezz’ora) i più intensi degli due ultimi anni. Le Fnl sono impegnate da quasi due anni in colloqui di pace col nuovo governo burundese. Nel settembre 2006 i vertici del movimento avevano sottoscritto con Bujubura un accordo per il ‘cessate il fuoco’, tutto sommato sempre rispettato dalle parti. A luglio i rappresentanti della ribellione hanno lasciato la commissione incaricata di vigilare sul rispetto della tregua, in polemica col governo, per tornare a darsi alla macchia.

Nei giorni scorsi anche l`Unione Africana, dopo che in precedenza lo avevano fatto tutti i principali mediatori, ha chiesto ai vertici delle Fnl, di riprendere i negoziati per arrivare entro la fine dell`anno a un accordo di pace. I ribelli hanno fatto sapere che torneranno a negoziare solo quando la loro sicurezza sarà garantita.

[MZ] – BURUNDI 4/9/2007

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