Sudan: gravissimi rischi socioambientali per due dighe sul Nilo

Alessia de Luca Tupputi
  Un esperto per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto di fermare i lavori per la realizzazione di due dighe nel nord del Sudan, per il timore dell’impatto dei lavori sulle popolazioni locali.
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Miloon Kothari ha diffuso un comunicato in cui spiega di aver ricevuto segnalazioni di “numerose e reiterate violazioni dei diritti civili e politici” sulla popolazione, incluse sparatorie su dimostranti disarmati, arresti arbitrari e misure repressive nei confronti dei media.

L’esperto ha quindi chiesto alle autorità di Khartoum, ma anche a compagnie straniere impegnate nei progetti, la sospensione della costruzione delle due dighe di Merowe e Kajbar, nella valle del nord del Nilo, fino a quando non sarà compiuto uno studio approfondito sulle conseguenze della loro erezione sugli abitanti della zona, stimata in circa 60.000 persone.

Secondo Kothari inoltre, i livelli delle riserve d’acqua di Merowe sono già aumentati più del dovuto, distruggendo decine di case e costringendo i residenti ad abbandonare i villaggi. “Nelle attuali circostanze e data l’opposizione delle comunità locali – spiega – andare avanti con i progetti, porterebbe a sfratti forzati su ampia scala e a ulteriori violenze”. Kothari ha sottolineato che le autorità sudanesi devono rispettare i principi e le linee guida internazionali concernenti le strategie atte ad evitare impatti sulla popolazione nei progetti di sviluppo.

[AdL] – SUDAN 30/8/2007

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