Operazione `Oro grigio`. Tra i rinvii l`ex presidente del consiglio comunale Bonanno, l`avv. Fortino e il funzionario Ponzio. Udienza preliminare `fiume` per l`inchiesta sulla speculazione edilizia al Torrente Trapani. Il WWF sarà parte civile.

     

Scritto da Gazzetta del Sud

L`inchiesta sugli “affari del mattone” ha un altro punto fermo. Ed è il processo che dovranno affrontare otto degli indagati. Il gup Maria Teresa Arena ieri ha rinviato infatti a giudizio 8 delle persone indagate nell`ambito dell`inchiesta della Procura e della squadra mobile “Oro grigio”, sulle tangenti legate ad una speculazione immobiliare per la realizzazione del complesso residenziale “Green Park”, che sarebbe dovuto sorgere lungo il torrente Trapani.

Il 15 novembre prossimo dovranno comparire davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale l`ex presidente del consiglio comunale Umberto Bonanno, l`avvocato Pucci Fortino, i costruttori edili barcellonesi Giovanni e Salvatore Arlotta, il mediatore immobiliare Santi Magazzù, gli imprenditori Giovanni Magazzù e Antonino Smidile, e infine il funzionario comunale Antonino Ponzio.

Ha invece patteggiato nel corso dell`udienza preliminare una pena di 2 anni e 3 mesi di reclusione il funzionario dell`Università, Antonio Gierotto, socio in affari dell`avvocato Pucci Fortino, il legale che è ritenuto dall`accusa al vertice del “comitato d`affari” e che avrebbe programmato d`incassare una maxi-tangente da un milione e mezzo di euro per la speculazione edilizia del “Green Park”, e che avrebbe inoltre già intascato complessivamente 248 mila euro, divisi in parte con alcuni degli altri indagati coinvolti nella “accelarazione” della pratica edilizia: Bonanno, Ponzio e Gierotto. Proprio quest`ultimo è stato il primo degli indagati ad ammettere di aver fatto parte del “comitato d`affari” e di aver ricevuto 37.500 euro di mazzette.

Il gup Arena ha invece stralciato la posizione di tre funzionari dell`assessorato regionale Territorio ed ambiente (se ne riparlerà il 9 ottobre prossimo), Giuseppe Giacalone, Rosa Anna Liggio e Cesare Antonino Capitti; i tre avrebbero “avallato” a livello regionale la variante al Prg, bocciata in precedenza a Messina, che consentì il rilascio da parte del Comune della concessione edilizia per un`area che si trasformò improvvisamente ad alto tasso d`edificabilità, con gli indici che passarono da 1,5 a 5 metri cubi per metro quadrato. Un`area dove sarebbero dovuti sorgere otto palazzine e due centri commerciali.

Ieri è stata un`udienza preliminare-fiume quella gestita dal gup Arena, iniziata alle 10 del mattino e conclusasi soltanto alle otto di sera, in un Palazzo di giustizia praticamente deserto. L`unico ufficio ancora frequentato a quell`ora era quello di un collega della Arena, il gip Antonino Genovese, che in questi giorni si sta occupando di un`altra clamorosa inchiesta, quella sull`Università peloritana.

Il gup Arena ha anche disposto per il 25 settembre prossimo un`udienza che servirà ad affidare un incarico peritale sulla trascrizione della centinaia di intercettazioni ambientali e telefoniche che sono agli atti del procedimento.

Soddisfazione ieri sera sui volti dei due magistrati che hanno sostenuto l`accusa in questo procedimento, i sostituti procuratori Angelo Cavallo e Giuseppe Farinella, visto che l`impianto accusatorio ha retto anche al vaglio dell`udienza preliminare e in tempi brevi si è arrivati alla fissazione del processo.

Nel loro intervento i due pm Cavallo e Farinella hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti e otto gli indagati che hanno scelto il rito ordinario ed hanno dato il loro consenso alla proposta di patteggiamento della pena avanzata da Gierotto; pena che il gup ha ritenuto poi congrua. Tra la mattinata e il pomeriggio si sono registrati poi tutti gli interventi difensivi, degli avvocati Carmelo Scillia, Nino Marazzita, Enrico Ricevuto, Tommaso Autru Ryolo, Giuseppe Carrabba, Alfonso Parisi, Tommaso Calderone, Giovambattista Freni e Laura Autru Ryolo.

Una eccezione che il gup Arena ha accolto è stata quella presentata dai difensori dei tre funzionari palermitani, gli avvocati Paolo Turiano, Lucio Di Salvo e Antonino Agnello, che hanno evidenziato la nullità della notifica ai loro assistiti dell`avviso di conclusione delle indagini preliminari (ecco il motivo dello stralcio e del rinvio al 9 ottobre prossimo).

Su un altro tassello dell`udienza, vale a dire le richieste di affievolimento delle misure custodiali cui sono attualmente sottoposti parecchi indagati, il gup deciderà in seguito poiché i pm Farinella e Cavallo ieri si sono riservata la decisione.

L`altro profilo importante riguarda le parti civili. Il gup Arena ha ammesso il Comune di Messina, rappresentato dall`avvocato Giovanni Arena, il WWF, rappresentato dall`avvocato Aurora Notarianni, e due degli acquirenti di immobili del complesso (gli unici che hanno presentato in questa fase l`istanza), che sono assistiti dagli avvocati Carmelo Picciotto e David Bongiovanni. Quest`ultimo ha chiesto che venissero citati come responsabili civili nel procedimento il Comune di Messina e la Regione Siciliana, ma su questa richiesta il gup si è riservata la decisione (tecnicamente può decidere in seguito). I due privati hanno già sborsato, in attesa della casa, ben 40.000 e 80.000 euro: uno di loro pagò la somma il 19 aprile 2007, un giorno prima che venisse consegnata, come dimostrano le indagini, una delle tranche della tangente (fu l`ultimo “pagamento”, qualche settimana dopo intervenne la polizia).

Per quanto riguarda l`associazione ambientalista è la prima volta che nel nostro Distretto giudiziario è stata ammessa come parte civile in un processo con al centro una speculazione edilizia (in passato sempre il WWF si era costituito nel processo sull`inquinamento ambientale sul viale Boccetta). Il motivo fondamentale dell`accoglimento della domanda è da ricercare in un fatto ben preciso: la zona dove doveva sorgere il mega complesso edilizio era una cosiddetta “Zps”, vale a dire una zona a protezione speciale, secondo la direttiva 79/409 della Unione europea, la cosiddetta “Direttiva uccelli”, che ha individuato lo Stretto di Messina e le zone circostanti come “Iba” (Important Bird Area, con codice ITA 154).

Gazzetta del Sud, 31 luglio 2007

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