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Sequestrata azienda vinicola dell`ex ministro Calogero Mannino

La vicenda che ha portato al sequestro ha preso inizio dall`esposto di un altro produttore pantesco, Roberto Casano, titolare della Bonsulton srl, la più antica tra le dodici aziende di Pantelleria. Con lui figurano come parti lese Gianfranco Oro, presidente della cooperativa Enopolio, e il ministero delle Politiche agricole, che Mannino guidò nella sua lunga carriera politica.

     

Scritto da Dario Buonfiglio

Nell`estate del 2004 Casano denunciò che nei propri silos, alla Nuova Agricoltura, era stoccato passito diverso da quello che era stato prodotto dalla sua azienda prima dell` imbottigliamento e del prelievo dei campioni per i controlli.

I campioni, infatti, vanno depositati alla Camera di commercio e all` Istituto della vite e del vino di Marsala per gli esami a conferma della genuinità del prodotto e per l` ottenimento del certificato doc.

Ritenendo che il proprio vino fosse stato rubato e sostituito con un prodotto di qualità scadente, Casano si è messo a caccia del prodotto “misteriosamente sparito”.

Ha fatto analizzare dai laboratori di San Michele all` Adige varie bottiglie delle etichette che imbottigliano alla Nuova Agricoltura. Si è scoperto così che il passito imbottigliato da Mannino era stato sofisticato: l`Abraxas 2003 e lo Scirafi Vigna della Fortezza 2003 avrebbero dovuto essere uguali, ma dalle analisi risultavano completamente diversi ed entrambi adulterati.

Partita l`indagine, il pm ha commissionato una propria perizia e ha quindi chiesto l` incidente probatorio. Servirà a stabilire l` eventuale sofisticazione e la riconducibilità del vino sottratto alla Bonsulton srl.

Il procedimento penale ha intanto prodotto il fermo dell`azienda di Casano, che non ha potuto utilizzare i propri vinificatori pieni di un passito adulterato ben diverso da quello che vi era stato immesso e mai sequestrato. Il danno è stimato in 250 mila euro, considerando soltanto i 113 ettolitri di passito spariti.

Agli atti dell` inchiesta anche una conversazione tra Mannino e Centonze. Per il pm confermerebbe «il ruolo di Mannino quale dominus della Abraxas e il costume dell` aggiustamento del prodotto vinoso».

Il gip di Marsala, Sergio Gulotta, ha così disposto il sequestro preventivo di beni, per un valore di oltre mezzo milione di euro, di proprietà della Abraxas s.r.l., azienda vinicola di Pantelleria il cui amministratore di fatto, secondo gli inquirenti, sarebbe l`ex ministro Dc Calogero Mannino.

Il provvedimento, chiesto dalla Procura di Marsala, ed eseguito dalla Guardia di Finanza, è stato emesso nell`ambito di un`inchiesta su una presunta maxi truffa finalizzata alla concessione di finanziamenti pubblici. L`indagine coinvolge sei persone: oltre a Calogero Mannino, Angelo Salmeri, amministratore unico della Abraxas s.r.l., Antonio Casano, funzionario del Banco di Sicilia di Pantelleria, Francesco Lo Pinto, titolare della ditta individuale Abraxas, Pasquale Raia, consulente dell`azienda vinicola e Antonino Ruvolo, dipendente del Banco di Sicilia, responsabile dell`area territoriale di Trapani.

L`Abraxas è una delle ditte produttrici di “passito” di Pantelleria coinvolte nell`inchiesta avviata nel 2004 dalla Procura marsalese, con l`ipotesi di sofisticazione vinicola, a seguito dell`esposto presentato da un altro produttore di Pantelleria, Roberto Casano, titolare della Bonsulton. L` inchiesta scaturita dall` esposto di un produttore che trovò i silos manomessi e il passito sostituito Secondo il pm, una conversazione tra l`ex ministro e l` enologo dimostra “il costume dell` aggiustamento”.

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