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Gli EPA minacciano il diritto al cibo dei contadini del Ghana

Le importazioni di salsa di pomodoro e di pollo hanno già un impatto deleterio sui redditi delle famiglie contadine del Ghana. Una riduzione dei dazi applicati sull`importazione di questi prodotti, prevista dagli accordi di partenariato economico (EPA) in corso di
negoziazione con l`Unione Europea, provocherebbe un nuovo peggioramento delle loro condizioni ed una violazione del diritto ad una alimentazione adeguata.

     

Scritto da FIAN International , FIAN Ghana e SEND Foundation of West Africa

Queste sono le conclusioni preliminari di un`analisi organizzata da FIAN International e dalla Send Foundation dell`Africa Occidentale a cui si è aggiunta l`Associazione nazionale degli agricoltori rurali del Ghana.

L`obiettivo di questa analisi era quello di investigare i possibili effetti che gli accordi EPA potrebbero avere sul diritto al cibo sui paesi aderenti all`ECOWAS (Economic Community of West African States). Dal 30 giugno al 5 luglio 2007, il team ha condotto diverse interviste

a produttori di pomodori a Koluedor, nel distretto East Dangbe, ad allevatori di polli ad Ashaiman nel distretto di Greater Accra, a funzionari governativi, nazionali e locali, così come ricercatori, membri di ONG e sindacalisti.

Le interviste condotte con gli allevatori hanno rivelato che la produzione in Ghana è vicina al collasso. La maggior parte degli allevatori ha smesso di allevare polli (per la precisione polli da arrostire) e si sono concentrati sulle uova. Nel passato la produzione avicola era strategica nella generazione del reddito; oggi molti allevatori nei mesi di mancata produzione (le galline non producono uova costantemente per tutti e 12 i mesi dell`anno ndr) ed in quelli

che intercorrono fra la nascita del pulcino e l`entrata in produzione, rimangono senza entrate. Molti allevatori hanno confidato di mangiare due volte al giorno negli ultimi anni (colazione compresa ndr).

Gli allevatori hanno smesso di vendere polli per le crescenti difficoltà a trovare un mercato e per i bassi profitti derivanti dalle vendite, dovuti all`aumento delle spese e al calo dei prezzi di

vendita dovuto alla concorrenza delle importazioni estere.

Le interviste confermano gli studi della FAO e di alcune ONG occidentali che puntano il dito sulle esportazioni europee di carne avicola che negli ultimi anni hanno invaso il Ghana.

Anche se l`invasione di mercato ha avuto il suo apice nel 2004, gli allevatori ghanesi rimangono convinti che le esportazioni europee siano la maggior minaccia per il loro lavoro e chiedono al loro governo di creare le condizioni per una concorrenza equa tramite la

riduzione dell`import di carne avicola low cost made in UE.

Gli allevatori hanno rivelato che i costi di produzione sono cresciuti più dei prezzi di vendita; i piccoli produttori devono ricorrere alla richiesta di prestiti. Un agricoltore di Asìhaiman ha detto che mentre nel 2004 spendeva 250 mila cedi (valuta locale) per acquistare 80Kg di

mais ora ne spende 450 mila. Gli allevatori si appellano al governo per avere accesso a forme di credito più vantaggiose per mitigare i costi di produzione. Il gruppo che ha condotto questo studio ha lamentato il fatto che nessuno degli intervistati ha mai ottenuto dei

contributi governativi e che il governo del Ghana non ha aumentato i dazi all`importazione per favorire il consumo di prodotti domestici. In questo modo il governo ha fallito il suo scopo di garantire il diritto ad una adeguata alimentazione ai contadini produttori di carne avicola.

Anche i coltivatori di pomodoro hanno una quota di mercato ridotto dalle importazioni di salsa di pomodoro proveniente da Italia, Spagna e Portogallo. Le importazioni annuali sono passate da 3.269 tonnellate nel 1998 a 24.740 nel 2003, mentre la produzione domestica risulta ferma.

I contadini in Koleudor hanno dichiarato di incontrare sempre maggiori difficoltà a vendere i loro pomodori a prezzi e quantità che permettano loro di sfamare le loro famiglie. Per i contadini più poveri questo significa ridurre la loro alimentazione, specie per donne e bambini, ed aumentare i debiti.

La crescente domanda di salsa di pomodori costituisce un problema per i produttori ghanesi che potrebbe tramutarsi in una opportunità o in un fallimento a seconda delle misure che verranno prese. Nel caso in cui le tariffe applicate all`importazione, pari a una percentuale del

20%, siano ridotte (come prospettato dai negoziati EPA ndr), i produttori locali verrebbero infatti spazzati via. Al contrario potrebbe esserci una crescita dei loro redditi se i dazi fossero

aumentati e si trovassero le risorse per sviluppare una industria di trasformazione locale. Tutto questo è necessario perché con i dazi attuali la salsa europea è conveniente rispetto a quella locale, inoltre i contadini avrebbero bisogno di interventi per migliorare l`irrigazione e garantire una produzione più costante nel corso dell`anno e varietà adatte.

Nel 2000 il Ghana ha ratificato la Convenzione Internazionale per i Diritti sociali Culturali ed Economici, che sancisce con l`articolo 11, il diritto ad una adeguata alimentazione. Il gruppo che ha condotto questo studio fa appello al Ghana, ai paesi ECOWAS e all`Unione Europea perché si attivino per non limitare questo diritto agli agricoltori riducendo ulteriormente o addirittura eliminando i dazi all`importazione.

Le interviste indicano chiaramente che è necessario garantire un adeguato accesso al mercato ai coltivatori di pomodori e agli allevatori di pollame, ma ciò non sarà possibile se il Ghana continuerà ad applicare la tariffa comune dei paesi del blocco ECOWAS (20%) o se, attraverso i negoziati EPA con l`UE, questa tariffa sarà ridotta.

Il team chiede al governo Ghanese e ai donatori internazionale di fornire assistenza ai coltivatori ed agli allevatori per sostenere il loro reddito ed aumentare la sicurezza alimentare. La mancanza di sostegno da parte del governo risulta in contraddizione con gli

impegni assunti per garantire il diritto al cibo utilizzando tutte le risorse disponibili.

L`analisi condotta sarà pubblicata in settembre.

FIAN International (FoodFirst Information and Action Network), FIAN Ghana e SEND Foundation of West Africa.

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