Da piu` di quattro anni i parlamentari statunitensi hanno chiesto al dipartimento di giustizia informazioni su eventuali indagini relative alle `accuse credibili` contro alcune ditte americane che avrebero finanziato i gruppi terroristici colombiani, comprese alcune citate in cause civili e rinviate ai procuratori. Per questo hanno scritto ad Alberto R. Gonzales ed al suo predecessore, John Ashcroft.

     

Scritto da Rico Guillermo

I membri del Congresso USA sono interessati in particolar modo alle aziende carbonifere della Drummond Co. che avrebbero pagato i paramilitari dell`AUC per uccidere tre capi del sindacato che stavano provando ad organizzare gli operai nelle sue miniere di carbone nel 2001. Le accuse alla Drummond hanno portato ad una causa civile – archiviata nel 2002 – in cui si accusava l`impresa di usare l`AUC come forza di sicurezza de facto per intimidire gli impiegati. Drummond ha negato energicamente. Una nuova causa civile e` pero` appena iniziata.

Secondo il Los Angeles Times, gia` in una lettera ad Ashcroft del 25 giugno 2003, quattro deputati del comitato di sorveglianza sugli affari esteri sollecitarono indagini complete sul caso Drummond e le accuse alle due imprese controllate dalla statunitense Coca-Cola che imbottigliano in Colombia accusate anch`esse di collusione con i paramilitari. I parlamentari hanno detto che non e` stata data loro risposta nemmeno sul fatto che una eventuale inchiesta fosse in corso.

Due dirigenti del dipartimento della giustizia hanno ammesso che i gruppi colombiani violenti, specialmente l`AUC, non sono una priorita` come i gruppi islamici jihadisti perche` non hanno attacato interessi americani quali le ambasciate. Ma i critici dicono che i gruppi colombiani hanno ucciso e rapito più gente che Al Qaeda e che l`applicazione selettiva del dipartimento della giustizia delle leggi degli Stati Uniti lo espone ad accuse di avere doppi standard nella guerra al terrorismo.

Il ministero della giustizia dice che ha perseguito aggressivamente le corporations che finanziano il terrorismo, in Colombia ed altrove, ma dopo la vicenda Chiquita (che ha ammesso di aver dato all`AUC e alle FARC almeno un milione e 700mila dollari fra il 1997 e il 2004) le preoccupazioni dei membri del Congresso sono cresciute. Lo stesso procuratore generale della Colombia, Mario Iguaran, ha accusato la Chiquita e l`AUC di coltivare “un rapporto criminale” basato su scambi di soldi e armi e coe conseguenza della pacificazione sanguinaria di Uraba, la regione dove l`impresa ha detenuto le piantagioni di banane dinche` non le ha vendute, nel 2004. la procura generale di Bogota` ha anche lanciato un`inchiesta penale sulla Drummond.

Gonzales ha quindi ricevuto una lettera da sei congressisti che tornavano alla carica chiedendo al nuovo ministro di Bush se vi fossero inchieste in corso sul rischio che altre imprese, come ad esempio Drummond, potrebbero seguire l`esempio di Chiquita. Ma il dipartimento di giustizia non ha ancora risposto a quella lettera. “Posso solo immaginare la forza e la velocita` con cui l`intera forza prosecutoriale del governo degli Stati Uniti scenderebbe su un`azienda che sia accertato aiuti Al Qaeda o Hezbollah”, ha detto un parlamentare alla prima udienza del Congresso che si occupera` della vicenda e davanti a cui Drummond, Chiquita ed altre aziende che hanno operato in Colombia dovrebbero essere chiamate a testimoniare sotto il giuramento.

All`udienza congressuale di giugno, un ex capitano militare colombiano che ha servito nell`AUC, un operatore dei diritti dell`uomo e un capo del sindacato hanno infatti testimoniato che numerose societa` USA, oltre a Chiquita e a Drummond, stavano pagando i gruppi violenti della Colombia. Lo stesso ex capo dell`AUC Salvatore Mancuso e il portavoce del gruppo Ivan Duque hanno dichiarato che i finanziamenti erano rilevanti e di vecchia data, coinvolgendo aziende multinazionali della frutta quali Fresh Del Monte Produce Inc. e la Dole Food Co., così come i cartelli del petrolio, anche se Del Monte e Dole hanno negato le accuse.

Ma molti altri comandanti dell`AUC intendono cominciare a parlare pubblicamente del finanziamento del loro regno di terrore. “Coloro che hanno infranto la legge devono affrontarne le conseguenze – ha dichiarato un ex terrorista colombiano – proprio come noi”. Sembra di sentire l`eco della dichiarazione del giudice statunitense Walton quando ha rifiutato la scarcerazione del capo dello staff di Dick Cheney, Libby, poi graziato da Bush: “Penso che i criminali manuali abbiano diritto allo stesso genere di giustizia dei criminali dal colletto bianco”.

E il problema non e` solo aver infranto la legge. Secondo l`OLAF e molte altre organizzazioni internazionali impegnate nella lotta al terrorismo ed alla criminalita` organizzata, una delle principali attivita` di prevenzione e contrasto e` individuare e chiudere i canali di finanziamento. Quindi, al di la` della legislazione di un singolo Paese e delle eventuali responsabilita` dirette come mandanti di specifici omicidi, anche il solo finanziamento ai gruppi terroristici determina una indubbia responsabilita` quantomeno morale nei delitti commessi dai criminali.

A Milano e Roma il 25 luglio si é intanto tenuta la manifestazione – con tanto di fari e candele – per la liberazione delle 3.000 persone che in Colombia sono state rapite e che si sa o si spera siano ancora vive e in condizione di detenzione, una situazione che e` facile immaginare come possa essere dura. E nel mentre altri civili vengono spaventati e uccisi, altri sindacalisti minacciati, altre donne violentate.

Ma la responsabilita` del perdurare di questa situazione di terrore e di impunita` – dice la vicenda Chiquita e dicono i membri del Congresso USA – va cercata anche oltre i confini della Colombia.

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