Un civico consesso interamente dedicato al tema dei fondi ex Fintecna: gli 85 milioni di euro che arriveranno in città per la realizzazione di alcune infrastrutture finalizzate alla mobilità, prima fra tutte il porto a sud, nelle immediate adiacenze del molo utilizzato da Rfi.

     

Scritto da Giusy Caminiti

Un consiglio chiesto dalla minoranza per discutere dell`argomento dopo che si è saputo che il finanziamento ottenuto era inferiore a quello richiesto dall`amministrazione, inizialmente pari a 220 milioni di euro.

A spiegare l`accaduto il sindaco Rocco Cassone, che ha portato in aula il risultato raggiunto spiegando che si tratta di un`occasione storica ed unica per la città, che vede concretizzarsi opere per le quali si è atteso oltre quaranta anni. Il riferimento chiaro è, appunto, allo spostamento degli approdi a sud, la cui realizzazione è stata finanziata con quarantacinque milioni di euro, e prevede i sei approdi nuovi e le bretelle di collegamento con l`autostrada, oltre ai polmoni al porto ed al ripascimento contestuale della spiaggia di Acciarello. E poi cinque milioni per la ristrutturazione del lungomare; dieci per rendere l`ex Isa centro servizi; dieci per l`estendimento della nautica da diporto nella zona degli attuali approdi delle società private con la creazione di 800/1000 posti barca ed il recupero del lido Cenide; dieci per un`area intermodale con un parcheggio multipiano; cinque per alcune arterie cittadine. Fondi questi che, secondo le parole del sindaco, saranno trasferiti a settembre ed i cantieri saranno aperti entro la fine dell`anno solare.

Quello che resta fuori dal finanziamento è la cosiddetta intubata, ossia la messa in galleria del tratto ferroviario compreso tra Santa Trada e Pezzo, che costerebbe centoquaranta milioni di euro.

Dopo la relazione del sindaco è intervenuta praticamente tutta l`aula: i consiglieri di maggioranza e gli assessori a rimarcare la soddisfazione per il risultato; la minoranza (con i dovuti distinguo: Siclari, infatti, ha plaudito al risultato, pur sollecitando un intervento corale del consiglio per riguadagnare la parte di contributo non accordata) per recriminare sul metodo di scelta delle opere messe a finanziamento, riconoscendo la priorità assoluta allo spostamento del porto a sud ma attribuendo una «posizione non autorevole dell`amministrazione dato il notevole ridimensionamento del finanziamento finale».

Rocco La Valle, Carmelo Bellantone, Pino Freno, Mimmo Aragona hanno chiesto che il consiglio si batta perché Villa possa beneficiare interamente dei 220 milioni di euro che inizialmente erano stati prospettati: che venga fatto «una sorta di “decreto Villa” – dice Aragona – aperto a contributi futuri, in modo che il consiglio decida quali sono le priorità per questo paese».

Mitiga i toni il presidente Calabrò, che ricorda che «non è il momento delle divisioni e che il finanziamento è notevole, ben quattro volte quello dell`accordo di programma», fermo restando «che dobbiamo – continua – pretendere di più perché Villa ha le caratteristiche per essere città intermodale moderna (e questo porta sviluppo); per avere una grande area portuale ed infine uno sviluppo turistico a nord».

Si concorda, dunque, sulla redazione di un documento dell`intero consiglio per chiedere che alla città venga reso l`intero finanziamento. Lo stesso Calabrò cercherà di contattare i membri del Governo per un incontro sul tema.

Gazzetta del Sud, 22 luglio 2007

Sull'autore