Violenta battaglia tra i narcotrafficanti e l`esercito brasiliano tra le baracche di Alemao, ai margini della città carioca che si prepara per accogliere i giochi panamericani.

     

Scritto da Gabriele Carchella

La guerriglia urbana che a intervalli regolari divampa nelle favelas di Rio de Janeiro non sconvolge più le coscienze. La violenza, a queste latitudini, è un pane quotidiano e indigesto che i 15 milioni di abitanti della metropoli si sono abituati mandare giù. Ma le almeno 19 vittime dell`operazione lanciata mercoledì nella complesso di favelas chiamato Alemão destano qualche preoccupazione in più. E` una questione di sicurezza, ma anche di immagine. Il 13 luglio, infatti, cominciano a Rio i giochi panamericani e tutta la città si sta preparando all`appuntamento con una certa tensione. Per l`occasione, sono attesi 5.500 atleti da 42 paesi e circa 800 mila visitatori. Per questo l`amministrazione è impegnata a rimettere ordine in città con manovre in grande stile. In questo clima di attesa è avvenuta l`operazione nel complesso di Alemão, che ha impegnato più di 1.300 poliziotti appoggiati da veicoli blindati. Un vero e proprio esercito che si è scontrato contro le truppe senza uniforme formate dalle bande criminali che dettano legge in queste zone. Lo scopo dichiarato dalle autorità è il sequestro di armi e droghe, oltre all`arresto dei criminali e dei narcotrafficanti attivi nei quartieri poveri. E anche se i vertici della sicurezza negano ogni legame con gli imminenti giochi panamericani, la coincidenza non può passare inosservata.

«Abbiamo bisogno di riprendere il controllo delle favelas e riaffermare l`ordine pubblico», ha dichiarato il responsabile della sicurezza pubblica di Rio, José Mariano Beltrame, commentando l`operazione. Le gang di Alemão, però, non sono rimaste a guardare: hanno eretto barricate e versato olio lungo le ripide stradine delle baraccopoli per impedire ai blindati di arrampicarsi fino in cima. La battaglia è proseguita per diverse ore in un`area che ospita circa 100mila persone. I criminali, del resto, dispongono di armi di grosso calibro che possono risultare mortali a più di un chilometro di distanza. Per non lasciare via di scampo alle bande, l`assedio di Alemão è completo, con la polizia che controlla tutti i punti di accesso al complesso. L`operazione è stata criticata dalle comunità locali e da alcune organizzazioni per la difesa dei diritti umani, a causa dei suoi effetti sulla vita quotidiana della gente comune e sui civili: circa 4.700 studenti non sono potuti andare a scuola nei due giorni scorsi a causa degli scontri. I combattimenti di queste ore sono solo l`ultimo capitolo di una battaglia cominciata oltre un mese fa. L`assedio di Alemão dura in realtà dallo scorso 2 maggio. Da allora, più di trenta persone sono morte e circa 80 sono rimaste ferite. Un bilancio pensate che sembra destinato ad aggravarsi col passare delle ore. Nel frattempo, si prepara la grande operazione sicurezza in vista dei giochi panamericani. A partire da domani circa 7mila uomini della Forza nazionale di sicurezza e 18mila poliziotti cominceranno a schierarsi per le strade di Rio. L`operazione impegna anche il governo federale. Lo scorso aprile, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha deciso di imprimere una svolta nella lotta al crimine nella città, autorizzando lo schieramento dell`esercito come richiesto dal governatore dello stato di Rio Sergio Cabral che ritiene insufficienti i 48.500 poliziotti di cui dispone per la città che è una delle più violente del mondo, con circa 50 omicidi ogni 100mila abitanti. Un tendenza che non accenna a diminuire: sono mille gli omicidi da gennaio a metà aprile di quest`anno.

Il Manifesto, 29 giugno 2007

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