Sono stati assolti dal tribunale militare di Lubumbashi (Katanga) la maggior parte dei nove soldati congolesi e tre impiegati stranieri della compagnia mineraria canadese Anvil Mining rpocessati dal dicembre scorso per “crimini di guerra” e “complicità” risalenti all’ottobre 2004 a Kilwa, dove la popolazione fu vittima di violenze delle forze armate che avrebbero utilizzato anche mezzi della Mining.

     

Scritto da Celine Camoin

Non sono state emesse condanne per crimini di guerra o complicità, ma è stato inflitto l’ergastolo a due ufficiali militari per l’uccisione di civili e due soldati sono stati condannati a pene inferiori per altri crimini.

Il tribunale si è inoltre dichiarato incompetente sulla richiesta di risarcimento avanzata dalla parte civile. Gli impiegati della compagnia mineraria, il canadese Pierre Mercier e i sudafricani Peter Van Niekerk e Cedric Kirsten, accusati di complicità per aver fornito un appoggio logistico ai soldati, sono stati assolti perché, secondo i giudici, i mezzi della Mining erano stati requisiti dall’esercito.

“Quasi nessuno è stato punito per i crimini e gli atti di vandalismo commessi all’epoca; sembra che in questo processo i diritti umani siano passati in secondo piano, dietro altri interessi, forse economici, di pochi privilegiati” ha detto all`agenzia MISNA un esponente dell’organizzazione ‘Azione contro l’impunità per i diritti umani’ (Acidh) contattato a Lubumbashi.

Nell’ottobre 2004, l’esercito fu mandato a Kilwa per sottrarre la zona alle violenze di una decina di individui armati. Nella controffensiva – denunciano gli abitanti e le organizzazioni di difesa dei diritti umani – furono commesse violazioni, quali esecuzioni sommarie, stupri e saccheggi.

[CC] – REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 28/6/2007

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