Rep. Congo: assolti militari e impiegati multinazionale per crimini

Celine Camoin
Share on facebook
Share on twitter
Share on email
Share on whatsapp
Sono stati assolti dal tribunale militare di Lubumbashi (Katanga) la maggior parte dei nove soldati congolesi e tre impiegati stranieri della compagnia mineraria canadese Anvil Mining rpocessati dal dicembre scorso per “crimini di guerra” e “complicità” risalenti all’ottobre 2004 a Kilwa, dove la popolazione fu vittima di violenze delle forze armate che avrebbero utilizzato anche mezzi della Mining.

Non sono state emesse condanne per crimini di guerra o complicità, ma è stato inflitto l’ergastolo a due ufficiali militari per l’uccisione di civili e due soldati sono stati condannati a pene inferiori per altri crimini.

Il tribunale si è inoltre dichiarato incompetente sulla richiesta di risarcimento avanzata dalla parte civile. Gli impiegati della compagnia mineraria, il canadese Pierre Mercier e i sudafricani Peter Van Niekerk e Cedric Kirsten, accusati di complicità per aver fornito un appoggio logistico ai soldati, sono stati assolti perché, secondo i giudici, i mezzi della Mining erano stati requisiti dall’esercito.

“Quasi nessuno è stato punito per i crimini e gli atti di vandalismo commessi all’epoca; sembra che in questo processo i diritti umani siano passati in secondo piano, dietro altri interessi, forse economici, di pochi privilegiati” ha detto all`agenzia MISNA un esponente dell’organizzazione ‘Azione contro l’impunità per i diritti umani’ (Acidh) contattato a Lubumbashi.

Nell’ottobre 2004, l’esercito fu mandato a Kilwa per sottrarre la zona alle violenze di una decina di individui armati. Nella controffensiva – denunciano gli abitanti e le organizzazioni di difesa dei diritti umani – furono commesse violazioni, quali esecuzioni sommarie, stupri e saccheggi.

[CC] – REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 28/6/2007

Questa storia è stata letta 2748 volte
Filiere. Cosa c’è dietro l’etichetta?
I legami tra caporalato e filiera agroalimentare
Scopri »