Impregilo comunica che il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli, Dott.ssa Rosanna Saraceno, nell`ambito delle indagini relative al ciclo di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Campania ha disposto, con provvedimento notificato in data odierna, il sequestro di rilevanti somme nei confronti di Impregilo Spa, Fibe Spa, Fibe Campania Spa e Fisia Italimpianti S.pa. Lo si legge in una nota.

     

Scritto da Teleborsa

Impregilo il 30 gennaio scorso aveva reso noto al mercato che la Procura della Repubblica di Napoli aveva richiesto misure cautelari sia patrimoniali (sequestro di impianti di CDR e del termovalorizzatore di Acerra, di euro 43 milioni circa appartenenti a società del gruppo Impregilo, di crediti per euro 109 milioni circa vantati da Fibe e da Fibe Campania nei confronti dei comuni della Regione) sia interdittive. In tale informativa la Società si era basata sulla richiesta della Procura della Repubblica della quale essa aveva avuto conoscenza e di cui aveva tempestivamente reso edotto il mercato.

Impregilo apprende adesso, invece, che il GIP, diversamente dalle richieste conosciute del Pubblico Ministero, ha pronunciato la sua decisione riferendosi ad altri beni e in particolare ha disposto il sequestro di:

– l`importo di euro 53.000.000,00, corrispondente a quello anticipato dal Commissariato per la costruzione degli impianti delle province diverse da Napoli;

– l`importo complessivo, relativo alla tariffa di smaltimento regolarmente incassata, di euro 301.641.238,98, ovvero la maggiore o minore somma effettivamente incassata a tale titolo nell`importo da determinarsi in sede di esecuzione;

– i documenti rappresentativi dei crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti dei Comuni e non ancora incassati pari a euro 141.701.456,56 ovvero la maggiore o minore somma nell`importo da determinarsi in sede di esecuzione;

– l`importo relativo alle spese sostenute dal Commissariato, ma contrattualmente a carico delle affidatarie siccome relative allo smaltimento dei RSU e delle frazioni a valle della lavorazione degli impianti di CDR, pari a euro 99.092.457,23, ovvero la maggiore o minore somma nell`importo da determinarsi in sede di esecuzione;

– l`importo di euro 51.645.689,9 corrispondente al mancato deposito cauzionale, il cui versamento era stato pattuito a garanzia dell`esatto adempimento degli obblighi contrattuali;

– le somme percepite a titolo di aggio per l`attività di riscossione svolta per conto del Commissariato e dei Comuni nell`importo da determinarsi in sede di esecuzione;

– l`importo di euro 103.404.000,00 pari al valore delle opere realizzate nella costruzione del termovalorizzatore di Acerra sino al 31.12.2005.

Il GIP ha disposto, inoltre, limitatamente alle sole attività di smaltimento, trattamento e recupero energetico dei rifiuti, quale misura interdittiva il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo di un anno.

Impregilo e le altre Società del Gruppo, nel ribadire la legittimità del proprio operato, hanno dato mandato ai legali di sottoporre al giudice di appello e del riesame nei tempi più brevi le ragioni delle Società per ottenere la riforma della decisione che tenga conto, da un lato, delle argomentazioni tecniche della difesa e, dall`altro, delle molteplici iniziative adottate dal Gruppo per dare la massima attuazione al decreto legislativo 231.

Nel Consiglio di Amministrazione di Impregilo, già precedentemente convocato per domani, verrà data informativa ai Consiglieri di quanto sopra.

Teleborsa, 27 giugno 2007

Sull'autore